"Immigrati, il Cpa di Lampedusa scoppia"

Il sindaco dell'isola diffida le forze dell'ordine e scrive al ministro Maroni: "Via subito i migranti". In duemila nel centro di prima accoglienza: un record assoluto mentre proseguono gli sbarchi

Lampedusa - Il Centro di prima accoglienza di Lampedusa scoppia: dopo gli ultimi sbarchi che si sono registrati nell'isola, nella struttura che ha una capienza di 700 posti letto si trovano in questo momento quasi 2000 immigrati, tra i quali centinaia di donne e bambini. Un record assoluto di presenze. Gli ultimi 45 extracomunitari, tra cui 13 donne, sono giunti nel Cpa dopo essere stati soccorsi al largo dell'isola da una motovedetta della Guardia di Finanza. Ieri erano stati trasferiti da Lampedusa, in aereo e in nave, 250 migranti, ma gli ultimi "arrivi" hanno immediatamente rimpiazzato le "partenze".

Per oggi non sono previsti nuovi trasferimenti, mentre domani dovrebbero partire verso altri Cpt, con il traghetto di linea per Porto Empedocle e con un ponte aereo, circa 500 ospiti. "E' certamente una situazione difficile, ma siano attrezzati per affrontare anche questa emergenza" assicura Cono Galipò, responsabile di "Lampedusa accoglienza" la società cooperativa che gestisce il Cpa, "Anche se non abbiamo letti a sufficienza, abbiamo sistemato materassi lungo i corridoi e abbiamo consegnato lenzuola e indumenti puliti a tutti gli immigrati che si trovano nel Centro".

Il sindaco alle forze dell'ordine: basta accoglienza Il primo cittadino di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, annuncia una diffida nei confronti della Guardia di finanza, della Capitaneria di porto e delle altre forze dell'ordine a "non introdurre altri immigrati nel centro". "Se non rispetteranno la diffida e accompagneranno nel centro altri clandestini - avverte il sindaco - li denuncerò per attentato alla sicurezza pubblica e sarà la magistratura poi a decidere". Secondo De Rubeis infatti "nel Cpa non c'é più spazio". "Il centro ha una capienza massima di 840 posti, estendibili a 1.200 con gli spazi esterni - spiega - ma con i nuovi tocchiamo quota 2.200, a fronte di 200 partenti. La gente é ammassata tra immondizia e urine, i bagni e le docce sono impraticabili. Il centro scoppia, siamo a rischio. Se dovesse succedere qualcosa all'interno i 60 soldati e i carabinieri non potrebbero far nulla". Con la diffida, aggiunge il sindaco, "metto in pratica i poteri che mi conferisce il pacchetto sicurezza". De Rubeis conferma che tra domani e dopodomani cominceranno i lavori per la sistemazione del filo spinato attorno al centro di accoglienza "per impedire le fughe di clandestini, gli ultimi sono scappati stanotte e poi sono stati ripresi". La prossima settimana dovrebbe partire anche il servizio di ronda di vigilantes e volontari. 

Lettera a Maroni Il centro di prima accoglienza con una capienza massima di 762 posti (e non 840) ''deve essere solo un avamposto da utilizzarsi in conformita' e nel rispetto non solo delle norme giuridiche, ma anche di quelle civilta' e della dignita' dell'uomo'. E' quanto scrive il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, nella lettera indirizzata al ministero degli Interni, Roberto Maroni, con la quale diffida le forze dell'ordine ad accompagnare nel Cpa i migranti soccorsi in mare. 'E' evidente - scrive il sindaco - che non vengono garantiti non solo quegli standards di vivibilita' per un'accoglienza dignitosa e civile, ma anche la sicurezza e la pubblica incolumita' sia degli extracomunitari che della popolazione (residenti e turisti'). 'Nell'isola vi e' la grande preoccupazione - prosegue - che la situazione possa sfuggire di mano. I numeri che oggi si registrano ci obbligano noi tutti ad invitare e diffidare a non trasferire piu' un solo uomo o una sola donna, e meno che mai un bambino, in questa struttura e a garantire un ponte aereo o con qualunque altro mezzo di trasporto, da utilizzarsi in via esclusiva, il trasferimento di questi esseri umani'.