Immigrati, dibattitoTutti italiani o no?

Il dibattito sui figli degli immigrati. <strong><a href="/interni/la_cittadinanza_e_diritto_ma_evitiamo_troppa_retorica/24-11-2011/articolo-id=558497-page=0-comments=1" target="_blank">La cittadinanza è un diritto</a></strong> di <em>Carlo Lottieri</em> - <a href="/interni/le_posizioni_leader/24-11-2011/articolo-id=558495-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Prima di cambiare la legge tocca agli ospiti integrarsi</strong></a> di <em>Paolo Granzotto</em>

L’esternazione del presidente della Repubblica sulla concessione della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati nel nostro Paese ha diviso la politica. Da una parte la quasi totalità del centrodestra respinge, con toni diversi, l’idea; dall’altra le ex opposizioni, centrosinistra e terzo polo, la considerano buona. Ma a sorpresa, contro il suggerimento del capo dello Stato, si schiera senza mezzi termini Beppe Grillo, leader del movimento Cinque Stelle. Il comico genovese, infatti, boccia proposta e proponente: «Napolitano - ha detto Grillo ai microfoni di Radio3Rai - sta giocando con cose che non riesce a capire sino in fondo, credo per sviare l’informazione su un problema che esiste in tutto il mondo». A suo giudizio «dovranno decidere i cittadini, non un impiegato dei partiti morti».
Quanto ai partiti, come si diceva, prendono posizione agitando le parole d’ordine tradizionali. «Se ne fregano della crisi, danno il voto agli immigrati». È questo il titolo con cui ieri la Padania, il giornale della Lega Nord, si scaglia contro l’ipotesi modificare la legge sulla cittadinanza. Per la Lega, come per Francesco Storace e gran parte del Pdl, la normativa in vigore, che prevede la concessione della cittadinanza agli stranieri residenti in Italia da almeno dieci anni, va bene così com’è. Il presidente del Veneto, Luca Zaia: con lo ius soli (il principio giuridico in base al quale si è cittadini dello Stato in cui si nasce) «perderemmo la nostra identità». E c’è chi, come il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, avverte che se si toccano questi temi il governo Monti è a rischio.
Dall’altra parte della barricata, le ex opposizioni che danno ragione a Napolitano. «Non c’è alcuna ragione - dice Antonio Di Pietro, il leader Idv - per vietare la cittadinanza a una persona nata o che vive in Italia solo perché venuta al mondo da genitori extracomunitari».