Immigrati, Fini: "Integrati o espulsi"

"Per diventare italiano è necessaria una integrazione completa e un riconoscimento della nostra
cultura e delle nostre regole&quot;. Sul futuro della Cdl: <strong><a href="/a.pic1?ID=212498">&quot;Federazione meglio del partito unico&quot;</a></strong>

Roma - "Espellere i cittadini comunitari che non sono autosufficienti e integrati, gli extracomunitari entrati illegalmente e senza richiesta di diritto d’asilo e chi, seppur divenuto cittadino italiano, non rispetta le regole". Sono tre le proposte lanciate dal presidente di An Gianfranco Fini al termine del suo tour in elicottero sulla capitale. "Applicando le norme - ha spiegato Fini - si evita di far pensare che in Italia sia tutto lecito, e il presidente del Consiglio è stato un irresponsabile a far passare la politica delle porte aperte nei confronti degli immigrati".

"Bisogna essere inflessibili - secondo Fini - e applicare la direttiva europea numero 58 del 2004, secondo la quale chi non ha un lavoro che gli permette di essere autosufficiente non può rimanere in un paese". Per l’Italia il problema principale è la popolazione rumena cresciuta in maniera esponenziale da quando il paese è entrato in Unione europea ma la Romania, ha puntualizzato Fini, "ha il dovere di riprendersi i suoi cittadini". Nessuna flessibilità nemmeno sui criteri per avere la cittadinanza. "Per diventare italiano - ha ribadito Fini - è necessaria una integrazione completa e un riconoscimento di una nostra cultura, dei nostri valori e delle nostre regole". Ultima proposta del leader di An: "Anche per i cittadini di seconda generazione, e quindi italiani, esistono norme precise e in particolare il foglio di via che va applicato nei confronti di chi non si conforma alle regole".