Immigrati, il governo pensa già alla sanatoria

I 65mila permessi per colf e badanti assegnati in tempo record: circa mezz’ora

da Roma

Mezzo milione di domande di assunzione e soltanto 170.000 posti. E le richieste sono destinate ad aumentare ancora. Che cosa succederà ai lavoratori stranieri che resteranno fuori da questa ultima regolarizzazione? Per il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, c’è una sola via praticabile: trovare il modo di metterli tutti in regola già dal prossimo anno. Gli irregolari, già identificati attraverso la richiesta inoltrata al Viminale ma impossibilitati a rientrare in questa sanatoria a causa del tetto imposto dal decreto flussi, entreranno a far parte di una lista. Una sorta di limbo dove attendere il permesso di soggiorno.
«Queste richieste non dovrebbero decadere ma restare vive ed essere acquisite in una grande lista», dice Ferrero che non ritiene praticabile l’ipotesi di varare un nuovo decreto flussi. «Nel 2006 abbiamo scelto di fare un secondo decreto flussi, ma con l’attuale legge, la Bossi-Fini, le procedure creano lungaggini - spiega il ministro -. Forse la risposta più snella è la nuova legge».
Ieri è andata in onda la seconda puntata della riffa per le regolarizzazioni degli stranieri. Dopo gli immigrati provenienti dai 14 Paesi che hanno stipulato accordi bilaterali con il nostro, toccava a colf e badanti di tutti gli altri Paesi. Meno della metà però otterrà il suo posto di lavoro, visto che le domande arrivate al Viminale sono un po’ più del doppio dei posti a disposizione. Il datore di lavoro con il dito più veloce è riuscito ad inoltrare la sua richiesta alle ore 8 e 755millesimi di secondo. Velocità giustificata dalla sproporzione tra le richieste ed i posti a disposizione che questa volta erano 65.000 e sono andati esauriti in poco più di mezz’ora. Il sistema informatico del ministero dell’Interno dunque è stato preso d’assalto via internet da migliaia di richieste di assunzione per colf e badanti, anche se in misura ridotta rispetto a sabato scorso quando sono arrivate 353.000 domande per 47.100 posti.
Ieri, dopo appena due ore, alle 10 del mattino, erano già state inviate con successo 136.382 domande di assunzione. Ovvero più del doppio dei posti messi a disposizione per le lavoratrici domestiche. L’afflusso è stato imponente ma non come quello della scorsa settimana ed infatti in tarda serata la cifra delle richieste registrate dal Viminale si è attestata a 136.567.
Il sistema questa volta ha retto e non si è scatenata la corsa alle polemiche da parte dei patronati e delle organizzazioni sindacali che si erano organizzati per scaricare migliaia di domande.
Per quanto riguarda colf e badanti le domande inviate dai singoli cittadini sono state 63.478 e quelle di patronati ed associazioni 73.089.
Al primo posto le richieste di assunzione per l’Ucraina, 34.089, poi la Cina, 23.995, l’India 23.415.
Anche in questo caso sono le regioni del nord a mostrare di avere più bisogno dei lavoratori stranieri. In testa la Lombardia con le sue 41.600 richieste, seguita a lunga distanza dall’Emilia Romagna con 15.221 domande e il Veneto, 13.909.
Le richieste di assunzione per lavoratori stranieri salgono così a circa 500.000. E non finisce qui perché manca la terza puntata. Tra due giorni, venerdì 21, sarà possibile inoltrare le richieste di assunzione per tutti gli stranieri rimasti fuori fino ad ora: quelli provenienti da altri Paesi oltre i 14 per altre tipologie di lavoro. Sarà possibile inoltre chiedere la conversione del permesso turistico o di studio a permesso di lavoro.