Immigrati, lite nel governo: Amato attacca Ferrero

Il Viminale: sanatoria inammissibile, il premio va concesso solo «a chi concorre a far cessare e punire» reati come la violenza e lo sfruttamento

Anna Maria Greco

da Roma

Giuliano Amato è sempre il Dottor sottile e non usa toni forti, ma nella sostanza boccia sonoramente la proposta del collega di governo Paolo Ferrero, titolare della Solidarietà sociale, di far avere un permesso di soggiorno premio agli immigrati irregolari che denunciano i loro sfruttatori.
«Sarebbe un gigantesco favore alla criminalità che gestisce i clandestini e diventerebbe una sanatoria automatica», spiega il ministro dell'Interno in un'audizione in commissione agricoltura al Senato.
Per Amato bisogna concedere il permesso premiale solo «a chi concorre a far cessare e punire» determinati tipi di reato commessi dai caporali e non semplicemente a chi denuncia il «mero reato di irregolarità». E per farlo è necessario, prima di tutto, individuare precise tipologie di reato commesse dai caporali, che vanno oltre il lavoro nero, come la violenza, lo sfruttamento continuato e l'appropriazione di parte del salario dell'immigrato. Molto rapidamente, per il titolare del Viminale, potrebbero arrivare in Parlamento le proposte contro lo sfruttamento dei lavoratori, prima della riforma generale del testo unico.
Una presa di distanza dall’annuncio fatto da Ferrero che, per Isabella Bertolini di Fi, rappresenta un «governo Prodi ancora alla sbando». Mentre i ministri litigano, i clandestini aumentano, sottolinea polemicamente Alfredo Mantovano di An.
«Un giorno il ministro Ferrero riempie una pagina del Corriere della Sera per annunciare la regolarizzazione fondata sulla denuncia del datore di lavoro da parte del clandestino, equiparando impropriamente la tratta di esseri umani al traffico di immigrati irregolari.
Il giorno dopo il ministro Amato lo smentisce parlando propriamente di inammissibile sanatoria». Per il leghista Dario Galli Ferrero «confonde la criminalità organizzata meridionale con il problema immigrazione», offrendo giustificazioni all'ennesima sanatoria. Anche l’Italia dei valori sembra critica sulla proposta del ministro di Rifondazione comunista e Massimo Donadi, capogruppo alla Camera, dice di apprezzare le precisazioni del ministro dell'Interno.
Amato, che non vuole alimentare lo scontro, assicura che con il collega Ferrero si sta lavorando insieme. «Può darsi che lui - ammette - concepisca la proposta in maniera più larga di come la concepisco io, ministro dell'Interno, ma non ho dubbi che poi arriveremo a una definizione».
Intanto Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, annuncia che presenterà una proposta di legge sulla linea Ferrero. «Dare agli stranieri che lavorano in nero - sostiene - la possibilità di denunciare situazioni di sfruttamento sul lavoro, in cambio di un permesso di soggiorno è un atto di civiltà». Per lui, il governo di centrosinistra darà così «una svolta» sui temi dell’immigrazione. Si tratterebbe di estendere i benefici di uno speciale permesso di soggiorno, previsto dalla legge Turco-Napolitano, «anche ai lavoratori in condizioni di grave sfruttamento, ricatto, minaccia e in violazione delle norme relative alla tutela della salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro».
Al prossimo Consiglio dei ministri potrebbe anche arrivare la bozza del disegno di legge del ministero della Giustizia per modificare la Bossi-Fini riguardo il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Prevede: carcere obbligatorio per gli scafisti, non solo per quelli colti flagranza di reato; tempi più lunghi per i magistrati che indagano sui reati di immigrazione clandestina (2 anni, come già previsto per l'associazione mafiosa); innalzamento, nel minimo, delle pene per il favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina per evitare che gli scafisti tornino in libertà grazie alla sospensione condizionale della pena spesso concessa dal gip.