Immigrati, Maroni contro l'Ue: "Ci hanno detto: arrangiatevi"

Il ministro Maroni a muso duro con la Ue: &quot;Il suo contributo è zero virgola. Ci dicono: è un problema dell'Italia, si arrangi&quot;. Poi tranquillizza sui rimpatri: &quot;Il nostro Paese non rimpatrierà i profughi, ad esempio libici, somali ed eritrei&quot;. Confermato l'arrivo di sei navi per un totale di 10mila posti. &quot;Da domani la situazione di Lampedusa si risolverà&quot;, dice Maroni. Intanto il premier pensa a un &quot;catenaccio navale&quot; intorno a Lampedusa. Il Colle: &quot;Tutte le Regioni si diano da fare&quot;. E Vendola propone il permesso di soggiorno per tutti. <strong>Video: <a href="/video/orrore_centro_prima_accoglienza/id=centro_lampedusa?" target="_blank">Orrore al centro d'accoglienza</a></strong>

Roma - Il problema si chiama Lampedusa. "Una bomba pronta a esplodere", diceva la Regione Sicilia nei giorni scorsi. Una bomba che sta deflagrando nei palazzi della politica. E a cui il governo tenta di dare una risposta. Nonostante dall'Unione Europea non giunga un aiuto degno di tal nome. Almeno  è questa l'opinione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che è tornato a denunciare la mancanza di collaborazione e sostengo dell'Ue. "Il contributo dell’Europa è zero virgola. Ci dicono: è un problema dell’Italia, si arrangi", ha dichiarato Maroni al Tg5. Dunque, l'Italia dovrà far tutto da sola. E proprio per questo il titolare del Viminale ha confermato l'arrivo di sei navi per un totale di diecimila posti per "alleggerire" l'isola. Così facendo, ha detto Maroni, "da domani la situazione si risolverà".

Il bilancio degli sbarchi Dall’inizio dell’anno sono arrivati dalla Tunisia in Italia 21.725 clandestini, ma quasi tutti sono stati trasferiti da Lampedusa, nei Cie o nei centri allestiti ad hoc dal governo per superare l’emergenza, e nell'isola ne rimangono poco più di 5000. A fare il bilancio è il ministro dell’Interno Roberto Maroni. "I numeri sono molto significativi: dall’inizio dell’anno sono arrivati 21.725 clandestini dalla Tunisia contro i 25 dell’anno scorso in tre mesi", ha detto Maroni, sottolineando che con questi numeri "riusciamo a capire l’emergenza e l’intensità degli sbarchi". Infine Roberto Maroni ha ringraziato i cittadini di Lampedusa sui quali ha pesato l’emergenza immigrati di questi giorni. Il ministro dell’Interno ha spiegato che "domani Berlusconi annuncerà" che saranno previste "misure risarcitorie e compensative per i lampedusani".

Catenaccio navale L'idea di Silvio Berlusconi è il "catenaccio navale", come spiega una ricostruzione de il Foglio. Un pattugliamento costante del Canale di Sicilia tutto intorno a Lampedusa per intercettare i barconi carichi di disperati in fuga dal Nord Africa "dirottandoli" direttamente nei centri d'accoglienza in giro per l'Italia.

Piano in più punti Una soluzione, quella del catenaccio navale, che fa parte di un piano più articolato. Intanto c'è da "svuotare" Lampedusa dove, da sabato, sono giunte oltre 4mila persone. A questo si provvederà domani, come annunciato dal prefetto straordinario per l'emergenza Giuseppe Caruso. Sei navi trasferiranno gli immigrati nei 13 centri d'accoglienza distribuiti in tutta Italia individuati dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, insieme ai prefetti. Ma sul tavolo del Cdm di domani finirà anche la verifica dell'accordo siglato da Maroni e Frattini con Tunisi per il pattugliamento delle coste del Paese magrebino. Un'operazione che, secondo fonti italiane, sarebbe molto poco efficace.

L'appello di Napolitano alle Regioni Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "a Lampedusa si deve intensificare, come già si sarebbe dovuto fare nei giorni scorsi, l’afflusso dei mezzi necessari per portare via gran parte delle persone sbarcate nei giorni scorsi". "L’Italia, le singole regioni italiane, non possono dare uno spettacolo di incertezza e divisioni come si rischia di dare - ha continuato il capo dello Stato - non ci può essere una regione che accetta di accogliere una parte degli immigrati e un’altra regione che dice di no". Giungendo ad Ellis Island (oggi museo dell’immigrazione), Napolitano ha rinnovato, ancora una volta, il proprio appello "allo spirito di coesione e solidarietà che non deve mancare in questo momento".

L'opposizione non collabora Il Pd, con il segretario Pierluigi Bersani, sta alla finestra sull'emergenza immigrazione. Non tende la mano e, anzi, critica le scelte dell'esecutivo: "Noi siamo disposti a una politica di solidarietà a una condizione: che il governo non tenga i piedi in due scarpe perché non è accettabile che un presidente di Regione debba allestire la solidarietà e sentire esponenti di governo che sparano contro". Per Bersani il governo ha mostrato "assoluta irresponsabilità. Non è possibile aver agitato la questione da mesi e trovarsi ora a Lampedusa in una situazione più che drammatica con due medici, due infermieri, tre barche e centinaia di persone in arrivo. Noi abbiamo avuto altre emergenze in questi anni, ma non ci siamo mai trovati in situazioni del genere. Non si può avere un governo dove c’è chi vuole dare soldi e chi vuole dare sberle, dove c’è Maroni che chiede solidarietà alla Regioni e Bossi che dice che bisogna mandarli a casa, dove c’è Tremonti che dice che li aiuterà a casa loro, ma poi taglia i soldi alla cooperazione. Non è accettabile che l’esecutivo tenga il piede in due scarpe. Se vogliono la solidarietà nazionale e internazionale, com’è giusto che sia, devono metterci la faccia, dare i messaggi giusti e agire con organizzazione e solidarietà. Perché se vogliono coltivare un problema non lo possono risolvere".

Vendola: "Permesso agli immigrati" Un permesso di soggiorno temporaneo per gli immigrati giunti nella tendopoli, ancora in allestimento, a Manduria. Questa la proposta del presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, dopo la visita al centro di accoglienza temporaneo. "Continuiamo a chiedere al ministro Maroni perché non si prova ad immaginare, come si è fatto per altre emergenze umanitarie in Italia, di attivare quel permesso di soggiorno per protezione umanitaria che è stato lo strumento utile per affrontare le situazione di crisi?". Il permesso di soggiorno temporaneo è previsto dall’ articolo 20 del testo unico sull’immigrazione ed è stato applicato già per l’emergenza-immigrati provenienti dal Kosovo. "Questa gente non è un pericolo, sta scappando dal pericolo - ha detto ancora Vendola - dal pericolo della fame, della violenza, della vendetta politica, della guerra. La maggior parte dei tunisini che sono sul territorio italiano non sono qui per delinquere, stanno qui cercando un transito per le loro famiglie".