Immigrati, Maroni: "L'Ue ci dà ragione"

Il ministro dell'Interno: "Noi abbiamo
introdotto il reato per rendere più efficaci le espulsioni e la direttiva che abbiamo votato oggi
conferma che questa visione è quella giusta". Sul reato d'immigrazione clandestina "Berlusconi ha espresso solo preoccupazioni sull'efficacia e l'applicazione"

Lussemburgo - La direttiva "rende più forte ed efficace la visione che abbiamo avuto sul reato di immigrazione clandestina ossia uno strumento efficace per espellere". Così il ministro dell’Interno Roberto Maroni commenta la decisione presa al vertice Ue dei ministri Ue a Lussemburgo. "Poi ci sono le questioni di cui si discute - aggiunge - e che conosciamo bene, come il sovraccarico di lavoro per i tribunali e le carceri. Ma, ripeto, noi abbiamo introdotto il reato per rendere più efficaci le espulsioni e la direttiva che abbiamo votato oggi conferma che questa visione è quella giusta. Torno in Italia confortato che la strada che abbiamo seguito è assolutamente quella corretta. Non ci sono dubbi e non ci devono essere ripensamenti su questo".

Maroni inoltre precisa: "Ne abbiamo discusso ieri sera alla riunione della lega con Umberto Bossi e questa è la linea che è uscita. Quindi se qualcuno la pensa diversamente nel Governo e libero di farlo. Ma vorrei evitare che qualcuno accreditasse l’ipotesi che nel partito della Lega ci siano opinioni diverse. Il reato di immigrazione clandestina viene introdotto come strumento più efficace per procedere alle espulsioni, a prescindere dalla detenzione o meno".

Sulla detenzione nei Cpt fino a 18 mesi, il ministro dell’Interno replica: "La detenzione, così come prevede la direttiva, serve per l’identificazione. Se uno il giorno dopo essere messo nel Cpt dice chi è, non rimane detenuto per 18 mesi, ma viene espulso immediatamente. La direttiva - precisa Maroni - consente di tenerlo nei Cpt anche dopo l’identificazione per ottenere il nullaosta dal Paese di provenienza".

Reato di immigrazione, nessuna opposizione Sulla questione del reato di immigrazione clandestina dal premier Berlusconi sono giunti solo dubbi di natura pratica sulla sua attuabilità, ma nessuna opposizione di natura ideologica. "Il presidente Berlusconi - ha detto Maroni - ha espresso preoccupazioni legittime e condivisibili, non ideologiche, sulle conseguenze dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina". In particolare, ha spiegato ancora il ministro, il premier "ha espresso dubbi sull’efficacia e sul modo in cui può essere applicato, sono problemi che conoscevamo bene e che cercheremo di risolvere".

Governo e parlamento Rispondendo alle domande dei giornalisti, Maroni ha rilevato che "oltre al Vaticano, altri soggetti che non hanno responsabilità nell’approvazione delle leggi hanno detto la loro, ma chi ha la competenza di decidere sono governo e parlamento". Riferendosi ancora alla dichiarazione di Berlusconi sul reato di immigrazione clandestina, il titolare del Viminale ha sottolineato che "non c’è dubbio che abbia un peso assai rilevante, anche se ho rilevato sorpresa, perché non ero stato informato di questa presa di posizione personale". Secondo Maroni è necessario tenere conto delle parole di Berlusconi, che, a suo giudizio, riflettono "perplessità" sull’efficacia dell’applicazione della norma, come l’intasamento dei tribunali anche perché, ha osservato, è necessario introdurre norme "controproducenti".