Immigrati, Maroni: "Niente sanatoria Per badanti e colf valuteremo cosa fare"

Il ministro dell'Interno: "Le sanatorie appartengono alla stessa categoria dell’indulto e noi siamo contrari all’indulto e alle
sanatorie indiscriminate. Ma terremo conto di chi svolge un compito sociale importante come le badanti&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=262341">Lampedusa: sbarcati 376 clandestini</a></strong>

Varese - Per gli immigrati irregolari non ci sarà nessuna sanatoria. Roberto Maroni, ministro dell’Interno, al termine della festa della polizia a Varese, ha sottolineato che non ci puo "essere sanatoria per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti. Escludo la possibilità di fare delle sanatorie, queste appartengono alla stessa categoria dell’indulto e noi siamo contrari all’indulto e alle sanatorie indiscriminate". Maroni, tuttavia, ha spiegato che non è "giusto mettere sullo stesso piano chi viene per commettere reati, chi violenta una donna o rapina una villa, e chi viene e svolge un compito sociale importante, come quello delle badanti ed è magari irregolare perché non ha chiesto e ottenuto il permesso di soggiorno. Quindi distingueremo".

Carfagna: ragolarizzazioni per badanti e colf Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna ha chiesto al Governo una previsione normativa a parte per persone immigrate oggi clandestine in Italia ma di fatto occupate con funzioni di badante di colf. "Il giusto e doveroso giro di vite sull’immigrazione non può non tener conto - spiega il ministro- del problema relativo a badanti e collaboratori domestici ancora non regolarizzati senza i quali l’Italia vivrebbe un dramma socio-assistenziale che coinvolgerebbe le famiglie con minori, anziani e portatori di handicap". Per tale ragione, "senza ipotizzare alcuna sanatoria indiscriminata - rende noto Carfagna - ho posto alla presidenza del Consiglio la necessità di ricercare una fattispecie diversa per questi immigrati, valutandone tempi e modi per una rigida e controllata regolarizzazione". Poiché "saper distinguere tra immigrato-risorsa e immigrato-problema è doveroso per chi vuol garantire la sicurezza dei cittadini senza mai perdere di vista il valore della solidarietà".