Immigrati, con il modello Sarkozy più espulsi e meno clandestini

La stretta voluta dall'Eliso inizia a dare i primi risultati. In arrivo anche i decreti per i ricongiungimenti familiari: per il visto bisogna conoscere i francese. E se vine richiesto ci vorrà anche il test del Dna

Parigi - Ora arrivano i numeri a confortare quella lotta all’immigrazione clandestina che è stato uno dei temi che ha portato più di un anno fa Nicolas Sarkozy all’ Eliseo. Nei primi mesi del 2008 sono stati espulsi dalla Francia più stranieri in situazione irregolare che in tutto il 2007. E ora, in più, arrivano i decreti del governo per limitare il ricongiungimento familiare. Dal primo dicembre, infatti, chi vorrà raggiungere un parente in Francia dovrà conoscere la lingua di Moliere prima di ottenere il visto. E, se le autorità diplomatiche e consolari francesi lo richiedono, sottoporsi anche al test del Dna.

La stretta di Sarkozy contro i clandestini e per una immigrazione "scelta" è portata avanti dal ministro dell’ immigrazione, Brice Hortefeux, uno dei politici da sempre più vicini al presidente. Nei primi nove mesi dell’anno, cioè a fine settembre - ha annunciato Hortefeux, presentando ufficialmente il bilancio del suo ministero all’Assemblea nazionale - il numero degli stranieri in situazione irregolare espulsi dalla Francia ha superato quello di tutto il 2007, che era di oltre 23.000.

L’anno scorso, con 23.000 espulsioni, non era stato raggiunto l’obiettivo fissato a 25.000, che quest’anno è stato portato a 26.000, ha aggiunto il ministro. È molto probabile che la soglia indicata venga raggiunta. Anche perché i candidati al ricongiungimento familiare dovranno dimostrare di avere basi solide in lingua francese e passare un esame di cultura generale prima di avere il visto. E questo già nei loro paesi d’origine, prima di fare il biglietto per Parigi. Lo prescrive un decreto che sarà pubblicato a giorni sulla Gazzetta ufficiale, che fissa al primo dicembre prossimo l’ entrata in vigore del nuovo dispositivo.

"La lingua è il miglior vettore dell’ integrazione", ha osservato Hortefeux. Ogni domanda di ricongiungimento darà luogo a un esame culturale e linguistico, sul posto, che prevede "domande semplici", rivela Le Figaro sul suo sito on line. Una delle domande è, per esempio: "In Francia una donna può lavorare senza l’ autorizzazione di suo marito?".