Immigrati, Napolitano: "No agli allarmismi" Il Viminale: "In Italia cerchiamo 50mila posti"

Il presidente della Repubblica, da Berlino, torna sui temi della temuita ondata di profughi dalla Libia e dal Nord Africa: "No ad allarmismi e a vittimismi". Poi lancia un nuovo appello all'Europa: "E' un problema di tutti, serve solidarietà". E sulle sanzioni ribadisce: "Nessun veto"

Berlino - Napolitano chiede di non cedere agli allarmismi sugli immigrati. Di fronte all’emergenza profughi dal Nord Africa "non bisogna cedere ad allarmismi e vittimismi". È l’invito di Giorgio Napolitano. Il fenomeno impone "l’esigenza di una forte solidarietà" ha spiegato il Capo dello Stato nell’ultima giornata della sua visita in Germania, "non è un problema solo dell’Italia, né solo dell’Italia e della Germania, ma di tutta l’Europa". Sull’entità del fenomeno migratorio "non siamo in grado di fare quantificazioni" ha precisato ancora auspicando "un intervento più consistente del Frontez". Però "quando oggi ho letto qualche commento che fa riferimento a un mio appello caduto nel vuoto, a una porta trovata chiusa, non capisco da cosa si desuma".

La sicurezza degli stranieri in Libia Napolitano ha anche ribadito che "l’Italia non ha mai posto veti o rifiutato l’ipotesi di sanzioni". Però "noi abbiamo la grossa questione di garantire la sicurezza degli italiani e degli stranieri residenti in Libia, come evacuarli in caso di necessità - una necessità che si sta già verificando - e come ottenere la cessazione di violenze inaccettabili e a seguire una transizione ordinata verso un regime che garantisca i diritti, la libertà e la collaborazione con l’Europa".

Il Viminale Con i centri di accoglienza pieni e il "rischo"ò esodo dalla Libia in rivolta, il Viminale punta a cercare strutture in tutta Italia per ospitare fino a 50mila migranti che potrebbero sbarcare nel giro di un mese. È lo scenario peggiore ipotizzato dagli esperti del ministero. "Non possiamo farci trovare impreparati in caso di emergenza" aveva detto ieri a Bruxelles il ministro Roberto Maroni. Alla ricerca delle strutture per ospitare eventuali flussi eccezionali di stranieri si stanno dedicando i prefetti, con un censimento delle disponibilità provincia per provincia (edifici pubblici, ex caserme, ecc.) e il commissario straordinario per l’emergenza immigrazione, il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, che punta invece a individuare aree dove installare eventualmente dei campi attrezzati con acqua, luce e gas. Le strutture del Viminale (centri di accoglienza, centri per richiedenti asilo, centri di identificazione ed espulsione), che hanno una capienza complessiva di circa 8mila posti, sono ormai al tutto esaurite, dopo i circa 6.300 migranti (6.200 tunisini) arrivati in questo inizio d’anno. Si stringono dunque i tempi per trovare altre soluzioni di ospitalità da approntare in poche settimane.