Immigrati, Napolitano "No a reazioni sbrigative" Appello di Maroni all'Ue

Da New York il presidente della Repubblica dice che bisogna ricordare il nostro passato emigranti ed evitare reazioni sbrigative di fronte alle nuove ondate di immigrati. Tremonti dà la linea al governo: <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=514039">&quot;Aiutiamoli, ma a casa loro&quot;</a></strong>

Il tema immigrazione continua a tenere banco nel dibattito politico, specie dopo le sommosse del Nordafrica che, di fatto, hanno fatto aumentare notevolmente i flussi verso l'Italia. Dopo la polemica sulla opportunità, o meno, di dare agli immigrati che accettano di tornare al proprio paese un contributo economico (proposta lanciata da Frattini ma contestata da Bossi), sull'argomento interviene il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che fa sentire la sua voce da New York, dov'è in visita di Stato. Di fronte alle nuove ondate di immigrati - argomenta il Capo dello Stato -  in Italia "ci sono ogni tanto delle posizioni, delle reazioni un po' sbrigative a livello di opinione pubblica" alle quali non bisogna indulgere. Piuttosto bisogna ricordare il nostro passato di paese numero uno in Europa per numero di emigranti e "governare" la nuova situazione che si è creata, anche se "non è semplice", ha detto Napolitano rispondendo a una domanda a margine della inaugurazione dello spazio espositivo "Industria Gallery" a New York.

Fenomeno da governare "Proprio perché c’è stata un’accelerazione, che - ha aggiunto Napolitano - nel giro di vent’anni ci ha fatto passare da una quota minima di immigrati ad una presenza pari al 7 per cento della popolazione, e quindi ci sono state delle scosse dal punto di vista sociale e psicologico, bisogna governarle". Quali sono gli elementi in comune fra quella emigrazione storica italiana e questa oggi in arrivo in Italia? "C’è la stessa ricerca talvolta disperata di lavoro e di vita decente" ha risposto Napolitano invitando a considerare che "nel frattempo è cambiato il contesto mondiale". "Oggi - ha spiegato - c’è un incrocio fra l’Italia e l’Africa che prima non c’era. E l’Italia è in Europa uno degli ultimi paesi che dopo essere stati paese di emigrazione, e l’Italia in passato è stato il numero uno, sono diventati luogo di immigrazione".

Lampedusa: 2mila sbarchi negli ultmi 3 giorni Nelle ultime ore sono arrivati a Lampedusa "circa 2.000 immigrati e sono stati oltre 3.700 nelle ultime 72 ore". Lo ha detto a SkyTg24 il portavoce del comando generale della Capitaneria di Porto, Vittorio Alessandro. "I numeri - ha detto - parlano di 20.000 sbarchi nell’arco di due settimane. Ma nonostante la consistenza di questi numeri, non possiamo dimenticare che per ciascuna di queste persone vale il sacrosanto principio della salvezza in mare", ha concluso Alessandro.

Maroni: spero in sussulto di dignità dell'Ue Il ministro dell'Interno Roberto Maroni auspica che le "drammatiche immagini di Lampedusa" possano "spingere l’Europa a un sussulto di dignità". In un’intervista a Radio Padania, il ministro dell’Interno ha nuovamente chiesto che "tutta l’Europa si faccia carico dei profughi". Una richiesta che, ha garantito, ripeterà "nei prossimi giorni" anche in sede Ue. "La partita vera continua a giocarsi in Europa", ha affermato, sottolineando che, davanti all’emergenza sull’isola siciliana, l’Italia è stata lasciata sola. Il titolare del Viminale ha poi spiegato che il problema delle lentezze e della mancaza assunzione di responsabilità da parte europea non risiede nelle decisioni della Commissione Ue, e elogiato il lavoro della commissaria agli Affari interni, Cecilia Malmstroem. Il problema, ha detto, è che "c’è resistenza dai singoli Paesi, in particolare quelli del Nord".