Immigrati, nuova tragedia in mare: 100 vittime

Decine di immigrati sarebbero morti di stenti e di fame sul barcone in avaria soccorso a 90 miglia da Lampedusa, in acque libiche, dalle motovedette della Guardia Costiera. Sul barcone con a bordo circa 300 persone è stato trovato un cadavere di un uomo. A raccontare la tragedia sono stati i superstiti trasferiti a Lampedusa. Secondo il loro racconto, i cadaveri di almeno un centinaio di persone sarebbero stati abbandonati in mare. «Eravamo trecento, ma un centinaio, soprattutto donne, non ce l'hanno fatta e gli uomini sono stati costretti a buttare in acqua i loro corpi». Sono le drammatiche parole di una delle quattro marocchine soccorse e ricoverate nel Poliambulatorio di Lampedusa. Quasi subito dopo la partenza, come raccontano le donne, il motore è andato in avaria. Così per giorni e giorni la barca sarebbe stata in balia delle onde in acque libiche. I superstiti hanno raccontato di essere partiti sabato. Intanto scoppia la polemica su una indiscrezione secondo cui la Nato avrebbe negato aiuto al barcone alla deriva. Le autorità italiane avrebbero contattato una nave della Nato che si trovava a circa 27 miglia dal barcone dei migranti, chiedendo di prestare i soccorsi. Dall’Alleanza, però, non sarebbero arrivate risposte positive.