Immigrati, permesso a punti e via chi sbaglia

Si tratta di un emendamento messo a punto dai
senatori del Carroccio per il ddl sulla sicurezza che sarà presentato domani. Un po' come con la patente, il permesso premierà chi si integra, mentre chi viola le leggi perderà punti fino a esaurimento. E in questo caso
scatta l’espulsione

Roma - Un po' come la patente di guida. Solo che in ballo c'è il premesso di soggiorno. I senatori leghisti puntano a stringere le maglie all'immigrazione e propongono il "permesso di soggiorno a punti". Il meccanismo è semplice: chi si integra nella società italiana vede accresciuto il punteggio, chi viola le leggi o non è in regola perde punti fino a esaurimento. E in questo caso scatta l’espulsione. È solo uno degli emendamenti messi a punto dai senatori del Carroccio per il ddl sulla sicurezza i cui termini saranno presentati domani.

Gli emendamenti presentati Matrimoni misti più difficili, espulsioni certe e pene più pesanti. Gli emendamenti - illustrati oggi dal capogruppo dei senatori, Federico Bricolo, dalla vicepresidente del Senato, Rosi Mauro, e dai senatori Sandro Mazzatorta, Gianpaolo Vallardi e Lorenzo Bodega - non prevedono solo il "permesso a punti", ma puntano a garantire maggiore sicurezza ai cittadini italiani. Tra le nuove norme proposte l'inasprimento della regolamentazione dei matrimoni misti e la possibilità di indire referendum comunali per costruire edifici di culto per confessioni religiose che non hanno stipulato intese con lo Stato. E ancora: un aggravamento delle sanzioni per i reati di violazione di domicilio, furto, rapina e minacce, l’istituzione di un fondo per promuovere lo sviluppo nei Paesi maggiormente interessati ai flussi migratori, restrizioni per l’accesso dei clandestini ai servizi sociali e norme di contrasto al fenomeno dei matrimoni "di comodo".

Permesso di soggiorno a punti Il meccanismo del permesso di soggiorno a punti per gli immigrati regolari prevede la concessione di 10 crediti che saranno decurtati in caso di violazione della legge fino ad arrivare alla revoca del documento e all’espulsione. Al contrario, gli immigrati che dimostreranno nel tempo di rispettare la legge potranno anche incrementare il punteggio assegnato. Allo straniero che vuole ottenere o conservare il permesso di soggiorno viene chiesto, oltre al rispetto delle leggi, la conoscenza della lingua e in generale un buon livello di integrazione sociale. In Italia non c’è e non può esserci posto per chi vive nell’illegalità", ha aggiunto Bricolo spiegando che l'obiettivo del Carroccio sarà quello di "arrivare a lle espulsioni certe dei clandestini".

Norme più severe Le norme di contrasto ai matrimoni "di comodo" prevedono, invece, l’esibizione di un titolo di soggiorno valido per gli extracomunitari che intendono sposarsi in Italia. Viene, poi, rivista la disciplina relativa ai ricongiungimenti familiari per superare l’attuale meccanismo del silenzio-assenso e per potenziare il controllo da parte dei Comuni sull’idoneità alloggiativa degli immobili nei quali le persone che si sono ricongiunte intendono fissare la propria residenza. Si tratta infatti, ha sottolineato il senatore Mazzatorta, di matrimoni "che spesso sono fittizi e destinati solo alla concessione del permesso di soggiorno". Un fenomeno che testimonia "una pratica surrettizia di sanatoria della clandestinità che non può più essere tollerata". Sarà poi presentato un emendamento che estende l’obbligo di esibire il permesso di soggiorno anche agli atti di stato civile e all’accesso ai pubblici servizi per i quali oggi non è previsto. La modifica punta a dettare nuove norme sull’accesso degli immigrati irregolari a servizi pubblici come la scuola o i servizi sociali in coerenza con il nuovo reato di ingresso illegale nel territorio dello Stato. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, si prevede di eliminare il divieto di segnalazione alle autorità dello straniero non in regola da parte delle strutture sanitarie.

Istituzione di un Fondo benefico Il capogruppo Bricolo ha, quindi, spiegato l’emendamento che prevede l’istituzione di un Fondo per aiutare gli immigrati nei loro Paesi d’origine. Il Fondo per la prevenzione dei flussi migratori, istituito presso il ministero degli Esteri, è finalizzato nelle intenzioni del Carroccio al finanziamento di progetti di cooperazione e dovrebbe essere finanziato con la metà del contributo fisso (100 euro) chiesto per le istanze o dichiarazioni relative alla cittadinanza, nonché per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.