Immigrati in piazza, An sfila per la legalità

da Roma

È ora che anche gli immigrati scendano in piazza, ha detto l’altro ieri il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, per il loro diritto a rinnovi più veloci dei permessi di soggiorno e alle pratiche di ricongiungimento familiare. E allora, ha insistito ieri, perché siano eliminate certe «lungaggini si deve superare definitivamente la Bossi-Fini».
Andrea Ronchi, portavoce di An, gli risponde per le rime. Innanzitutto annunciandogli che il 13 ottobre, la manifestazione del suo partito per la sicurezza e contro l’immigrazione clandestina (oltre che contro le tasse), per la quale Veltroni ha infine concesso il Colosseo, sarà anche contro le iniziative dello stesso Ferrero che hanno aumentato i flussi migratori, e il suo progetto di smantellare la legge Bossi-Fini. «Se lui manifesta con gli immigrati, vorrà dire che noi manifesteremo con gli italiani che vogliono la legalità», dice Ronchi. Che punta il dito contro la voglia di piazza che serpeggia nell’ala sinistra dell’Unione: «Dopo l’annunciata partecipazione di alcuni esponenti del governo alla manifestazione del 20 ottobre, Ferrero annuncia che porterà in piazza, contro il Paese che li ospita, gli immigrati, e sono sicuro che si riferisce anche ai clandestini. Non è degno di fare il ministro, e Prodi tace».
Ma visto che il responsabile del Viminale Giuliano Amato parla di sicurezza un giorno sì e l’altro pure, Ronchi gli chiede «cosa pensa di iniziative come questa che accrescono il malessere, e la preoccupazione dei cittadini». A sentire Ferrero, il tema dell’immigrazione non può essere affrontato con serenità perché a destra si soffia sul fuoco dell’intolleranza, e il centrosinistra è paralizzato dalla paura di perdere voti. «È in malafede - ribatte Ronchi e la voce si scalda - perché conosce la realtà e finge il contrario. La questione è tutta loro. Da una parte ci sono Amato, i sindaci del centrosinistra che vedono il problema, dall’altra la sinistra della coalizione che impedisce qualunque soluzione. Se pensiamo che Ferrero voleva pagare i traghetti agli immigrati, è chiaro che è lui a creare un miraggio che attira clandestini». Ma la differenza di vedute tra radical e «riformisti» per Ronchi è comunque fittizia, perché, valga come esempio, «il sindaco di Torino Chiamparino fa il legalitario, ma poi i lavavetri vuole assumerli. Invece andrebbero espulsi». Quanto alla Bossi-Fini, il parlamentare di An ricorda che «era basata sul principio che si entri in Italia se si ha un lavoro. Un principio serio, che coniuga accoglienza e fermezza, e che a Ferrero non piace».
Politiche migratorie, immigrati irregolari, problemi di integrazione e rischio terrorismo sono argomenti tra loro legati. Per questo Ronchi, che sta girando l’Italia per preparare un censimento delle moschee illegali, sarà nei prossimi giorni a Bologna, dove terrà una conferenza stampa contro la costruzione del discusso centro di culto islamico, di cui sarà destinataria l’Ucoii. Per la stessa ragione, il 29, sempre a Bologna, ci sarà una manifestazione di An in piazza Maggiore, davanti alla sede del Comune. Ronchi intende inoltre vedere Amato, per proporgli di redigere un albo degli imam.
E per chiedergli che proprio l’Ucoii di Dachan Mohammed Nour, che il 19 agosto 2006, subito dopo la guerra in Libano, pubblicò una pagina a pagamento su vari quotidiani in cui si paragonava Israele al Nazismo, sia espulsa dalla Consulta per l'islam italiano, e che vengano chiuse tutte le moschee («centri d’odio» li definisce Ronchi) che a essa fanno riferimento.