Immigrati, pratiche più snelle per i regolari

Questura di Milano e notai insieme per i diritti degli stranieri. È il senso di un accordo che prevede la semplificazione della comunicazione tra Questura e notai affinché gli stranieri in regola possano concludere rapidamente atti giuridici, come l’acquisto di una casa o la creazione di un’impresa, anche quando i permessi di soggiorno e i rinnovi non siano ancora stati rilasciati.
Grazie ai messaggi di posta elettronica certificata, i notai potranno acquisire rapidamente informazioni dalla questura. Intanto continuano le polemiche sull’arrivo dei profughi dal Nord Arfica. Non bastavano i tavoli provinciali, la prefettura e le riunioni romane. Ora, a intervenire sulla distribuzione dei profughi in Lombardia ci si mette pure Renzo Bossi.
Il Consiglio regionale ha approvato una sua mozione per ripartire gli immigrati in modo equo tra le varie province lombarde. «Il numero di stranieri - ha chiesto Bossi jr - non deve superare lo 0,5% della popolazione nei comuni con meno di 5mila abitanti». Ad appoggiare la richieste è lo stesso assessore alla Protezione civile Romano La Russa: «La mozione impegna Maroni a ripensare alla collocazione». L’intervento del ministro era già stato sollecitato dalla prefettura per mettere pace tra le varie province e convincere quelle più irrequiete (Brescia e Bergamo) a fare la loro parte come tutti gli altri. Ma il ministero aveva precisato di aver lasciato «carta bianca» ai tavoli territoriali. La polemica sembra tutta interna alla Lega: leghista è il ministro, leghista è Renzo Bossi e leghiste sono le province anti profughi. «Non sono in contrasto con il ministro Maroni - aggiusta il tiro Bossi jr - la mia non è una polemica con nessuno.