Immigrati: la Regione vara una legge supercontestata

C’è chi l’ha già definita una «sanatoria all’amatriciana», chi dice invece che è una norma di civiltà attesa da tempo e chi sostiene che è una legge ideologica che rischia di rimanere in gran parte inappplicata. L’unica certezza riguarda il costo che i contribuenti del Lazio dovranno sopportare: per l’attuazione degli interventi sono stati stanziati per il trienno 2008-2010 poco meno di 2 milioni e mezzo di euro.
Insomma la legge regionale sull’immigrazione è stata approvata ieri dal Consiglio in un clima di aperta polemica anche per la tempistica. Come ha fatto notare il presidente dell’Osservatorio sociale Luigi Camilloni, siamo alla vigilia della possibile «introduzione del reato di clandestinità, ora in discussione al Senato. Un passaggio che cambierebbe gli scenari, quindi la legge regionale potrebbe essere suscettibile di qualche ritocco, anche perché finora le Regioni non hanno facoltà di legiferare in materia di immigrazione. La Regione Lazio, nel frattempo, rifletta sulla probabile modifica della tessera sanitaria temporanea che oggi è concessa e tutti gli stranieri, compresi quelli che non sono in regola con il permesso di soggiorno.
«Una legge meramente ideologica, una concessione della giunta Marrazzo alla sinistra radicale orfana del comunismo», l’ha, invece, definita il capogruppo di Forza Italia Alfredo Pallone. «Un esempio di cattiva legislazione che si traduce in un danno per i cittadini - ha spiegato -. Si tratta di una proposta viziata da difetti formali e sostanziali. Si basa su un’uguaglianza basata solo sui diritti, dimenticandosi dei doveri, compromettendo la legittimità giuridico-costituzionale del provvedimento».
Opposti, ovviamente, i pareri del centrosinistra che è riuscito a far approvare la pur contestata normativa. Il presidente Marrazzo l’ha definita «un atto di civiltà». «Il Consiglio regionale, con l’approvazione della legge per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali, vuole garantire il rispetto della piena uguaglianza di tutti i cittadini, compresi gli stranieri immigrati. Con questa legge, - ha detto Marrazzo - il Lazio dà un esempio di grande democrazia, proprio in un momento in cui gli immigrati sembrano portare solo paura e disvalori». «C’è una pericolosa tendenza a creare nel nostro Paese una società di serie A e una di serie B, che noi non intendiamo favorire - ha proseguito il presidente - ma anzi contrastare, per una semplice ma essenziale questione di civiltà. Soprattutto sui temi della salute e dell’istruzione, occorre garantire a tutti le stesse basi di partenza, come prevede la nostra Costituzione. Dopo l’approvazione di questa legge, con uno stanziamento di 1 milione e 800 mila euro, avremo maggiori strumenti per prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione sociale e razziale».
In forza di due emendamenti del consigliere Donato Robilotta (Sr-Pdl) approvati all’unanimità, nella normativa è stata inserita la destinazione di fondi regionali al miglioramento delle condizioni ambientali dei centri di permanenza temporanea e al finanziamento dei centri di accoglienza.