Immigrati, sì alla direttiva Ue sui rimpatri

Il parlamento europeo ha
approvato con 369 sì, 197 no e 106 astenuti la direttiva sui
rimpatri senza apportare modifiche al testo di compromesso. Prevista l’estensione della
durata della detenzione amministrativa per gli irregolari sino
a 18 mesi. Maroni: "Recepimento immediato"

Bruxelles - Via libera del parlamento europeo alla direttiva sui rimpatri, che stabilisce norme comuni Ue sull’espulsione degli immigrati clandestini. Riunito in sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo si è espresso a favore di questo testo con 369 voti a favore, 197 contrari e 106 astenuti. Nessuna modifica è stata apportata al testo di compromesso. La direttiva che è stata già varata all’ultimo consiglio dei ministri degli Interni a Lussemburgo prevede tra l’altro l’estensione della durata della detenzione amministrativa per i migranti irregolari sino a 18 mesi.

La votazione al parlamento europeo Gli eurodeputati hanno respinto tutti gli emendamenti presentati al testo di compromesso, adottandolo così in prima lettura. Si tratta del primo provvedimento sull’immigrazione adottato in co-decisione dal parlamento europeo. La maggioranza a favore della direttiva ha, quindi, tenuto alla prova del voto in aula, facendo tirare un sospiro di sollievo a Consiglio e Commissione Ue. La direttiva riguarda le norme per il rimpatrio dei cittadini extracomunitari clandestini.

Cosa prevede la direttiva La direttiva prevede di dare la priorità ai rimpatri volontari, ma stabilisce anche le modalità per i rimpatri obbligatori, fissando la possibilità di una detenzione in appositi centri per sei mesi estendibili, in alcuni casi, fino a 18 mesi. La direttiva prevede un divieto di reingresso nell’Ue fino a cinque anni e l’allontanamento anche di minori non accompagnati. Il testo approvato questa mattina stabilisce la difesa gratuita dell’immigrato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma a condizioni molto precise. La direttiva dovrà ora avere l’ultimo via libera formale dai ministri degli Interni e Giustizia nella loro riunione di luglio ed entrerà in vigore a breve. Gli Stati Ue avranno, quindi, due anni di tempo per recepirla nella loro legislazione nazionale.

Maroni e il recepimento "È la buona notizia della giornata il fatto che l’Europa abbia approvato la direttiva per i rimpatri che contiene delle norme che noi abbiamo anticipato nel decreto come l’innalzamento dei mesi di detenzione nei Cpt e norme più stringenti e più controlli per i rimpatri. Chiederò l’immediato recepimento". Lo afferma il ministro dell’Interno Roberto Maroni.