Immigrati, sarà alla Spezia il Centro di identificazione

Ieri in prefettura è arrivato il sottosegretario agli interni Francesco Nitto Palma. Una visita, ma soprattutto un'attenzione, cui Genova non era ancora abituata. Tenendo conto, soprattutto, che un mese fa in largo Eros Lanfranco era andato anche l'altro sottosegretario agli Interni Michelino Da Vico. Il capoluogo ligure sta diventando quasi una succursale del Viminale. Anche se, come ha sottolineato ieri il viceministro, magistrato, la Liguria è messa meglio rispetto alle altre regioni che sta visitando per portare l'appoggio e mantenere uno stretto contatto del governo con i suoi uomini operativi a livello locale. «Sulla sicurezza non posso dare un voto a Genova - racconta Palma - ma rispetto a altre città italiane che ho visitato, non c'è un allarme criminalità. Escludo poi, sempre sulla base di quanto evidenziato dai prefetti, il problema di autonomi e di centri sociali. Sugli immigrati la percentuale rimane al di sotto di quella di allarme, intorno solo al 5 per cento della popolazione. Il problema è che si trovano concentrati nel centro storico e in alcune delegazioni del ponente genovese. Questo comporta una maggiore attenzione delle forze dell'ordine in quelle zone». Palma non vede all'orizzonte l'impiego dei militari nei vicoli, ma accenna alla realizzazione di un centro di identificazione immigrati. «Si dovrebbe realizzare a La Spezia - continua Palma -. Sull'altra riviera, a Imperia, c'è il problema di eventuali infiltrazioni mafiose». Sul calcio e i tifosi violenti da una parte il prefetto Anna Maria Cancellieri si è detta dispiaciuta per i tifosi milanisti, cui è stato imposto il divieto di andare a Marassi per Genoa Milan, ma allo stesso tempo ha spiegato che non si poteva fare altrimenti dopo i fatti di Roma e il tifo napoletano violento.