Per gli immigrati solo diritti e mai doveri

Come credo avranno fatto in molti, sono andato a leggermi il testo della nuova legge sull’immigrazione. Senza entrare nel merito dei singoli provvedimenti per non cadere nella trappola della disputa ideologica, mi limito a osservare che vi è una costante che traspare in tutto il dispositivo della nuova legge e che fa comprendere quale sia lo spirito che la permea. Questa costante è rappresentata da una lunga e puntigliosa descrizione dei «diritti» che sono patrimonio degli immigrati. E fino a qui potrebbe anche andare bene! Ma dove cade la maschera è nella scoperta della impronta demagogica di tutto il provvedimento di legge nel quale si rileva la completa assenza di quelli che sono i «doveri» degli immigrati. L’impressione che si ricava da questa amena lettura è quella di un Paese di Bengodi che richiama disperati da tutto il globo terracqueo facendo vedere una sorta di Eldorado dove esistono solo i diritti. Inutile dire che, con queste premesse, la nuova legge sulla immigrazione risulterà essere null’altro che l’ennesimo provvedimento volto non a controllare l’immigrazione, ma a incentivarla. Questa sinistra che è al governo e che vuole varare questa legge si prende una gravissima responsabilità della quale dovrà dar conto alla Storia.