Immigrati, in Spagna Zapatero chiude la porta ai ricongiungimenti

da Madrid
Il pugno duro di Zapatero si stringe ancora sugli immigrati. Sia su quelli già radicati in Spagna sia su quelli che proveranno a entrarvi illegalmente nei prossimi mesi. Lunedì, mentre il ministro del Lavoro e dell'Immigrazione annunciava l'indurimento del ricongiungimento familiare per i lavoratori stranieri, il collega degli Interni inaugurava il primo di due aerei che pattuglieranno le coste africane alla ricerca di carrette del mare. Entrambe le proposte confermano la svolta a 360 gradi che l'esecutivo Zapatero ha dato in materia migratoria da alcuni mesi, da quando la crisi sta strozzando l'economia spagnola.
Il ministro del Lavoro e dell'Immigrazione Celestino Corbacho assicurava lunedì nei corridoi del Senato che «in questo momento i requisiti socioeconomici e lavorativi che si richiedono alla persona che fa domanda di ricongiungimento sono molto deboli». Per il titolare di uno dei dicasteri più complicati del secondo mandato Zapatero, il ricongiungimento deve servire a «consolidare il nucleo familiare» e per fare ciò è necessario che «chi lo richiede riunisca le condizioni minime per garantire che la famiglia non si sgretoli».
Se è vero, come dice El País, che Corbacho annuncia i suoi piani dicendo «apro una riflessione», c'è da aspettarsi che anche questa idea di fissare nuovi requisiti socio-economici entri nel progetto di riforma della legge sull'Immigrazione che si discuterà a settembre. Di fatto, due settimane fa il ministro aveva annunciato che restringerà la possibilità di ricongiungimento solo al nucleo familiare, composto dal coniuge e dai figli minorenni, lasciando fuori genitori e suoceri. La paura, confessata da Corbacho, è che, in epoca di crisi, il welfare spagnolo non sia in grado di sopportare il costo richiesto da nuovi cittadini che non lavorano. Nel primo trimestre gli introiti legati al versamento dei contributi sono cresciuti del 7%, mentre le spese della Seguridad Social sono aumentate del 13%, spinte soprattutto dagli assegni di disoccupazione. Per questa ragione il governo ha deciso di stringere sugli immigrati, gruppo che più di altri ingrossa le file dei disoccupati.
Anche nella lotta all'immigrazione illegale Zapatero non è rimasto certo indietro. Anzi. Il già avanzatissimo sistema di intercettazione elettronica spagnolo si è dotato lunedì del primo aereo da ricognizione (un Cn-235) che si aggiungerà ai 37 elicotteri e a tutti i mezzi marittimi e terrestri che la Spagna impiega da tempo nella lotta ai clandestini. L'aereo, al quale seguirà presto un secondo esemplare, pattuglierà il triangolo di mare compreso tra le isole di Capo Verde e le coste del Senegal e della Mauritania alla ricerca delle carrette del mare dirette alle Canarie. Il Sive, chiamato anche muro elettronico, si doterà così dell'unico mezzo che ancora non utilizzava. Il sistema infatti utilizza addirittura un satellite specificamente messo in orbita per coordinare i lavori di intercettazione.