Immigrati: stop del premier, la Lega non molla

Bocciato dall'esecutivo l'emendamento del Carroccio al dl anticrisi: gli extracomunitari dovranno pagare 50 euro per avere o rinnovare il permesso di soggiorno e una fidejussione di 10mila euro per iniziare un'attività. Ma Bricolo: &quot;Riproporremo il testo a Palazzo Madama&quot;. Cota: &quot;Il Pdl aveva votato a favore&quot;<br />

Roma - Tanto tuonò che piovve. Alla fine la proposta leghista di tassare la richiesta di permesso di soggiorno finisce nel cestino. Il governo ha espresso formalmente nelle commissioni Finanze e Bilancio di Montecitorio parere negativo all’emendamento della Lega al dl anticrisi che chiedeva di istituire a partire dal 2009 una tassa di 50 euro per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati extracomunitari e una fidejussione di 10mila euro per l’apertura della partita Iva in Italia. Ma la Lega fa sapere che ripresenterà l'emendamento al Senato.

Stop di Berlsuconi
"Appena ho conosciuto il testo dell’emendamento, ho immediatamente dichiarato di essere contrario alla proposta". L’ha detto il premier Silvio Berlusconi, a Cagliari durante l’apertura ufficiale della campagna elettorale del centrodestra in vista delle consultazioni regionali del 15 e 16 febbraio prossimi. "Alcuni giornali che stamane hanno riportato la notizia", ha precisato il presidente del Consiglio, "hanno fatto semplicemente disinformazione, come purtroppo, succede molto spesso".

La proposta della Lega Gli extracomunitari che chiederanno il permesso di soggiorno potrebbero dover pagare una tassa di 50 euro per ottenere il documento. La proposta è contenuta in un emendamento della Lega, a firma Claudio D’Amico, al decreto legge anticrisi. Il testo ha buone possibilità di essere approvato, visto che ha ottenuto il parere favorevole dei relatori e del governo. Duro il commento del Pd. "È una misura discriminatoria - ha detto Giulio Calvisi - che va aggiungersi alla richiesta agli stranieri che aprano la partita Iva di versare una cauzione di 10mila euro" sempre oggetto di un emendamento della Lega al dl 185.Contrario anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che invita la maggioranza a non discriminare nessuno.

Lo scontro con Fini Immediata l'opposizione dimostrata dal numero uno di Montecitorio che si è augurato che "la maggioranza rifletta prima di varare norme che nulla hanno a che vedere con la doverosa lotta all’immigrazione clandestina". "Queste norme - ha detto Fini - sono oggettivamente discriminatorie nei confronti dei lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale". La Lega Nord risponde a stretto giro di posta al presidente della Camera: "Nelle nostre proposte non è presente nessuna discriminazione. Semplicemente visto che i costi per la gestione dell’immigrazione attualmente ricadono totalmente sulla fiscalità generale e quindi sulle tasche di tutti i cittadini di questo Paese - prosegue D’Amico - riteniamo necessario che anche gli stessi immigrati compartecipino e contribuiscano con una piccola parte a queste spese che li riguardano direttamente, come del resto già avviene in misura molto più alta nella maggior parte degli altri Paesi europei. Tra l’altro la proposta di una tassa di concessione sul permesso di soggiorno fa già parte dei programmi del governo da quando, il 23 luglio del 2008, fu approvato il mio ordine del giorno, numero 9/91, che prevedeva esattamente l’istituzione di una tassa di concessione governativa per il rilascio del permesso di soggiorno. I rilievi che il centrosinistra ha evidenziato in queste ultime ore circa i nostri emendamenti al decreto anti crisi, invece - prosegue D’Amico - sono puramente demagogici e strumentali: forse i parlamentari del centrosinistra non hanno ancora capito di essere rappresentanti eletti dai cittadini di questo Paese e non da cittadini stranieri, quindi il loro dovere sarebbe proprio quello di rappresentare i cittadini di questo Paese e non di quelli di altri".

No anche dal governo "Non mi risulta che a nessun livello di governo sia mai stata valutata l’eventualità di una tassa da far pagare agli extracomunitari semplicemente per rinnovare il permesso di soggiorno, avendo soddisfatto tutte le condizioni di lavoro richieste per risiedere e lavorare nel nostro Paese". Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, sull’emendamento della Lega per il pagamento di 50 euro per il permesso di soggiorno. "Un conto è, infatti - precisa Giovanardi - non poter estendere agli extracomunitari tutti i diritti spettanti ai cittadini italiani, altro contro è gravarli di oneri particolarmente pesanti per chi ha redditi medio bassi".

Critica l'opposizione Il segretario del Pd Walter Veltroni condivide le parole di Fini e bolla quello della Lega come un "emendamento discriminatorio". Un giudizio condiviso dal segretario del Prc Paolo Ferrero che parla di "misure razziste". Gli stranieri, ricorda l’ex ministro della Solidarietà sociale, pagano già 70 euro per avere il rinnovo del permesso di soggiorno, trasformare ora questo "ticket" in una tassa, commenta, sarebbe "davvero pazzesco". Anche l’Idv si scaglia contro la norma anti-immigrati e lancia, con il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, un appello al Carroccio a smetterla "con le proposte razziste, sciocche e demagogiche".

Bricolo: "La riproporremo al Senato" La Lega intende ripresentare in Senato l’emendamento al dl anticrisi che prevede la tassa di 50 euro per i permessi di soggiorno di extracomunitari, al quale il governo si è opposto alla Camera. "In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo - afferma il presidente dei senatori del Carroccio, Bricolo - chiedere agli extracomunitari 50 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno ci sembra davvero il minimo. Insisteremo per far passare questa nostra proposta. Se questo nostro emendamento non sarà approvato alla Camera, lo ripresenteremo al Senato. Non possono essere solo i cittadini che vivono nel nostro Paese a sostenere i costi sempre più rilevanti dell'immigrazione. Anche gli extracomunitari devono in qualche modo iniziare a fare la loro parte. In molti paesi europei questa norma viene già applicata da tempo. Lo dico soprattutto a chi è contro questo nostro emendamento" dice ancora Bricolo. 

Cota: "Il Pdl aveva detto sì" Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Roberto Cota si dice "stupito dalla reazione di alcuni esponenti della maggioranza perché il principio della tassa sul permesso di soggiorno, oltre ad essere giusto e previsto in diversi paesi europei, era già stato discusso e votato dalla maggioranza con il parere favorevole del governo in Senato, addirittura prevedendo un importo di 200 euro, ed è inserito nel testo del dl sicurezza licenziato dalle commissioni".