Immigrati, Veltroni: "Maroni denunci anche me"

Il
segretario del Pd Veltroni interviene sulla polemica tra il settimanale <em>Famiglia cristiana</em> e il ministro dell'Interno, accusato di voler fare leggi razziali per le misure contenute nel ddl sicurezza. Maroni ha querelato il settimanale dei Paolini

Roma - "L’Italia sta precipitando verso le leggi razziali. Adesso il ministro Maroni denunci anche me". Il segretario del Pd, Walter Veltroni, interviene così sulla polemica tra il titolare del Viminale e Famiglia Cristiana che ha accusato il governo di fare leggi razziali per le misure contenute nel ddl sicurezza, accuse per le quali il ministro ha sporto querela.

L'attacco di Famiglia cristiana Con i medici "invitati a fare la spia e denunciare i clandestini" e i cittadini che si organizzano "in associazioni paramilitari" l’Italia "precipita verso il baratro di leggi razziali". Nuova bordata di Famiglia Cristiana contro le politiche del Governo in materia di sicurezza ed immigrazione. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, contrattacca parlando di "dichiarazioni deliranti" e annunciando il mandato ai suoi legali "di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata".

"Incoerenza morale Nell’editoriale dedicato agli ultimi provvedimenti sulla sicurezza, il settimanale dei Paolini spara ad alzo zero: "Il circo politico - si legge - ha dato prova, nei giorni scorsi, di manifesta incoerenza morale" perché "da una parte si batte, giustamente, per Eluana ma, al tempo stesso, approva agghiaccianti leggi discriminatorie. La tutela della vita e della dignità di ogni essere umano va assunta nella sua interezza, e vale per la vita nascente, per quella che si spegne o si vuole spegnere, ma anche per gli immigrati, i barboni e tutti i poveracci ai margini della società".

Nel mirino la Lega "Il ricatto della Lega di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio - evidenzia Famiglia Cristiana - mette a rischio lo Stato di diritto" e "così l’Italia, già abbastanza cattiva con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall’accanimento persecutorio". Le misure del governo, rileva l’editoriale, rappresentano "il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane" e che "è stato sdoganato nell’aula del Senato della Repubblica".

Replica di Maroni Non si fa attendere la replica del ministro dell'Interno. "Sono profondamente indignato e offeso - scandisce - dalle deliranti dichiarazioni di Famiglia Cristiana che accusa me, il governo e il parlamento italiano di approvare vere e proprie leggi razziali". Si tratta, osserva, di "un attacco di violenza inaudita nei toni e nei contenuti, tanto più inaccettabile in quanto si fonda su presupposti palesemente falsi: le norme del pacchetto sicurezza all’esame del parlamento italiano sono già in vigore in molti Paesi europei, senza che i governi di questi stessi paesi siano mai stati insultati con tanta violenza come Famiglia Cristiana fa regolarmente con quello italiano".

La querela Il ministro informa quindi che "per tutelare la mia onorabilità e quella della carica che ricopro ho deciso di dare mandato ai miei legali di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata da parte di chi usa consapevolmente la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie".