«Immigrato accoltella due gay? È disagio culturale»

«Non si accontentano della parola, ma vogliono dar seguito con la violenza fisica all’incontenibile scontento che provano per ciò che li circonda. Credo veramente che questi stranieri avvertano un disagio sempre più forte nel confronto con la nostra società. E che noi tutti siamo stati troppo leggeri e scontati nel parlare di multiculturalismo: è sempre più evidente che non c’entra nulla con una forma di pretestuoso e superficiale volemose bene».
Ivo Germano, 45 anni, è docente di sociologia dei processi culturali all’università di Campobasso e si occupa spesso di temi legati all’immigrazione. Per questo abbiamo parlato con lui di un fatto di cronaca sconcertante che sottolinea, ancora una volta, quanto gli stranieri in Italia spesso non riescano a tollerare una cultura e dei costumi che avvertono lontani dai loro perché troppo aperti.
Ieri mattina all’alba (mancavano una manciata di minuti alle 5.30), all’angolo tra via Ripamonti e via De Angeli un milanese di 32 anni ha fermato una pattuglia della polizia mostrando una ferita al braccio. «Un ragazzo sudamericano mi ha aggredito con un coccio di bottiglia» ha raccontato ai poliziotti. Poco più avanti gli agenti hanno trovato il responsabile dell’aggressione, un ecuadoregno di 17 anni, l’hanno bloccato e indagato a piede libero. Il ferito, messo a confronto con lo straniero - che, nel frattempo, si era chiuso in un ostinato silenzio - a quel punto ha dichiarato alla polizia di essere gay. «Stavo abbracciando un amico, ma garantisco che era un gesto contenuto, oserei dire quasi pudico - ha spiegato -. Il ragazzo sudamericano, però, vedendoci in quell’atteggiamento, ci ha aggrediti a parole. “Brutti froci, andatevene“ ci ha gridato. Io e il mio amico gli abbiamo detto di farsi i fatti suoi, ma senza scomporci più di tanto. E lui, a quel punto, ha rovesciato un cassonetto della spazzatura, ha afferrato una bottiglia di vetro, l’ha rotta e si è avventato contro di me ferendomi al braccio sinistro».
Ivo Germano sostiene che anche per certi tipi di cultura sudamericana mostrare i sentimenti in maniera aperta e in pubblico è offensivo e può provocare scatti d’ira. «Ma sempre perché lo straniero in questione si sente in conflitto con il mondo che lo circonda e che non è il suo. In fondo scagliarsi contro due gay italiani per un ecuadoregno è semplicemente un modo per esprimere la propria incapacità a inserirsi in un ambiente che sente ostile. Lo spettacolo di due uomini che si abbracciano per esprimere il loro amore per un eterosessuale immigrato e in difficoltà è solo una miccia d’innesco, ma la pressione dentro di lui era già altissima».
Il sociologo è convinto che situazioni d’intolleranza di costumi da parte degli immigrati venuti in Italia non possano che aumentare con il passare dei tempi. «Lo ripeto - conclude Germano-: abbiamo avuto eccessiva fiducia in una sorta di autosufficienza etnico-culturale che purtroppo si rivela inadatta di fronte a fenomeni di difficile integrazione come questo».