Immigrazione, la Cdl prepara il referendum

Forza Italia lancia la proposta di una consultazione popolare contro la futura riforma. Il vicecoordinatore azzurro Cicchitto: "Testo eversivo". Favorevoli Lega e Udc. Intanto l'Ue vara le squadre di intervento lungo le frontiere

Roma - L’opposizione al disegno di legge delega del governo sull’immigrazione «sarà durissima». E non si limiterà al dibattito alle Camere. Forza Italia ha confermato infatti ieri l’ipotesi della consultazione popolare: la raccolta di firme per un referendum in cui saranno i cittadini a decidere se confermare o abrogare le novità contenute nel ddl Amato-Ferrero, qualora dovesse essere approvato alle Camere.

Parte da questo annuncio la reazione della Casa delle libertà all’eliminazione delle legge Bossi-Fini sull’immigrazione e alle nuove norme contenute nella legge che il governo ha varato martedì. Una risposta piuttosto compatta, dal momento che parlano di referendum sia la Lega che Forza Italia, mentre anche l’Udc sembra avere una posizione molto critica nei confronti delle nuove regole, che prevedono tra l’altro il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative e la possibilità dell’autosponsorizzazione, ossia la garanzia per l’immigrato di assicurare il proprio sostentamento al momento dell’entrata in Italia per cercare un lavoro.

La commissione europea non ha ancora preso in visione il testo del disegno di legge, ma proprio ieri il parlamento di Strasburgo ha approvato una misura di contrasto all’immigrazione clandestina, che prevede la creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere per far fronte agli afflussi massicci soprattutto del periodo estivo. Si tratta di un piano diverso dal Frontex, che prevede invece azioni programmate con un anno di anticipo.
Il personale di frontiera sarà costituito da squadre messe a disposizione dai Paesi membri della Ue e pronte a intervenire entro cinque giorni.

La decisione di allontanare gli immigrati sarà presa esclusivamente dallo stato ospitante, che sarà l’unico delegato a concedere l’autorizzazione per l’utilizzo delle armi, con il Paese di origine. Le squadre di frontiera sono inoltre tenute a rispettare sempre la dignità umana. La risoluzione è stata approvata con 526 voti a favore a 35 contrari.

Il disegno di legge del governo Prodi viene invece definito dall’opposizione «criminogeno», come hanno detto ieri alcuni parlamentari di Forza Italia in una conferenza stampa: «Se la maggioranza andrà avanti su questa strada - ha avvertito il capogruppo alla Camera Elio Vito - noi siamo pronti anche ad usare l’arma del referendum».

Secondo il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, il testo «è eversivo rispetto alla configurazione del corpo elettorale» nel punto in cui si prevede il voto alle amministrative: «La sinistra che non riesce a entrare nelle città del nord, punta con questa operazione ad avere il consenso». Mentre Iole Santelli, ex sottosegretario alla Giustizia, ha invitato il centrosinistra a prendere esempio la Spagna, dove «si sta rivedendo tutta la politica sull’immigrazione».

Umberto Bossi ha spiegato invece di voler ancora vedere il testo, anche se «non sono d’accordo nel tagliare la Bossi-Fini», ha chiarito. Mentre per Gianfranco Fini la legge «aumenterà la xenofobia. Temo - ha detto - che fra qualche anno vedremo esplosioni di razzismo in Italia».

Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero continua a difendere la sua legge dagli attacchi: «La destra dovrebbe vergognarsi - ha risposto - dopo aver prodotto disastri continua a speculare sulla salute degli italiani». E l’opposizione dovrebbe leggere le nuove norme, perché quelle norme «hanno raccolto anche l’apprezzamento di Confindustria».

Per il capogruppo di Rifondazione al Senato Giovanni Russo Spena è «inaudito e grottesco» parlare di «referendum». La revisione della Bossi Fini è «incostituzionale», avverte invece Maurizio Gasparri (An). C’è il rischio di «uscire dall’Europa», sottolinea Francesco Pionati, dell’Udc. Mentre Alfredo Mantovano, senatore di An, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Giuliano Amato per sapere perché sono ripresi gli sbarchi in Calabria, quando erano stati «azzerati negli anni precedenti».