Immigrazione, consigliere e assessore «litigano» sul progetto di un museo

Un museo dell'immigrazione al museo Galata nel porto di Genova, punto di partenza di centinaia di migliaia di famiglie per le Americhe.
A pensarci, oltre dieci anni fa, era stato l'assessore comunale Ottavio Cosma che ora siede, come consigliere, a Palazzo Tursi, fa parte della maggioranza che sostiene il sindaco Beppe Pericu e rappresenta l'Udeur nel gruppo misto. Un progetto che, un altro collega del centrosinistra, l'assessore regionale del Pdci Enrico Vesco, ha presentato alcune settimane fa in piazza De Ferrari. Soltanto che i rappresentanti della stessa parte politica, non si sono nemmeno consultati prima di lanciare, eventualmente insieme, l'interessante proposta di realizzare il museo dell'immigrazione al terzo piano del Galata. Anzi, Cosma, che voleva l'isola museale genovese come Ellis Island a New York, dove sono catalogate e raccolte le storie di centinaia di migliaia di migranti, fa spallucce e denuncia il ratto della sua idea da parte dei colleghi in Regione.
«Sono anni che mi dedico al progetto del museo della migrazione - racconta il consigliere comunale dell'Udeur - sembrava non interessasse a nessuno nonostante, anche nelle passate legislature, con altri colleghi assessori avessimo studiato con attenzione come realizzarlo a Genova. Considerato l'attuale posizione del Comune nei confronti delle politiche immigratorie nel nostro Paese e l'interessamento a livello nazionale con l'avvento del governo Prodi, nei mesi scorsi ho rimesso mano alle carte. Sono stato quindi colpito anche dall'interessamento del sottosegretario Ugo Intini, che conosco personalmente, con il quale ho avuto un fitto carteggio per proporre la realizzazione del museo nel capoluogo ligure. Intini si è dichiarato favorevole all'iniziativa, ma poi, dopo alcune settimane, con sorpresa e amarezza ho letto sui giornali le dichiarazioni dell'assessore regionale Vesco. In sostanza mi è stata rubata l'idea e nessuno si è preoccupato di contattarmi, così come per gli altri ex assessori che a lungo avevano studiato il progetto. Rivendichiamo quindi il progetto e proponiamo di inserirlo all'ordine del giorno del consiglio comunale».
E nuove dichiarazioni di Vesco sono arrivate ieri in serata: «Francamente - ha detto - non ero a conoscenza del fatto che il consigliere comunale Cosma avesse avuto l’idea di un Museo dell’Emigrazione. Ne prendo atto, ma sottolineo che il lavoro fatto in questi mesi dalla Regione e il Museo del mare è andato avanti trovando un qualificato interlocutore come il viceministro degli Esteri Franco Danieli che ha approvato il progetto».
Il percorso culturale del museo deve comunque avere come scopo la descrizione del sogno, miraggio, opportunità per i migranti, i porti di partenza e di destinazione, le radici e i luoghi della memoria, i mediatori con l'origine, funzione e tenuta della catena migratoria, le condizioni di partenza come povertà, persecuzione, marginalità, i legami con la famiglia di proveninenza, le associazioni di assistenza agli emigranti, il viaggio, i documenti, la quarantena, l'esclusione, la condizione di clandestino, il lavoro, i quartieri, ghetti, abitazioni.