Immigrazione, Maroni: "Un Cie in ogni regione"

Il piano del titolare del Viminale: nei prossimi
anni tutte le regioni italiane avranno un Centro di
identificazione ed espulsione per clandestini. Stanziati nuovi fondi per la sicurezza: "Nonostante la crisi bisogna continuare a rafforzare le nostre difese"

Roma - "Il nostro piano è che nei prossimi anni tutte le Regioni italiane abbiano un Centro di identificazione ed espulsione per clandestini". Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a La Spezia per la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Comando provinciale dei vigili del fuoco, è intervenuto sul tema dell’immigrazione clandestina.

Un Cie in ogni Regione "Bisogna evitare - ha detto Maroni - che se una Regione non possiede un centro vengano portati i clandestini in altre Regioni. Non è giusto - ha proseguito - perché in questo modo si fa carico ad un’altra Regione di un problema che invece deve essere condiviso da tutti. Questo è il piano che proporremo per dare piena attuazione alla nostra direttiva che prevede che tutti i clandestini che vengono presi debbano essere rimpatriati". Secondo il titolare del Viminale, il governo deve "aumentare la disponibilità dei posti per accogliere i clandestini perché non si può, da una parte, chiedere che tutti i clandestini siano espulsi e, dall’altra, dire sempre no: no a nuovi centri, no a nuove misure. Per poter procedere, come stiamo facendo, all’espulsione di tutti i clandestini, bisogna avere i centri dove metterli". Maroni ha concluso il suo intervento rispondendo alle domande sui casi di cronaca delle ultime settimane che vedono coinvolti cittadini romeni: "La comunità romena è una comunità numerosa, attiva ed integrata, con l’eccezione di poche unità che vengono perseguite personalmente dal punto di vista penale senza generalizzare".

Più risorse alla sicurezza "Sulla sicurezza bisogna investire, bisogna mettere più risorse a disposizione sia in termini umani sia finanziari". Secondo Maroni, è infatti importante "garantire che il comparto sicurezza abbia l’organico necessario". Per questo Maroni non ha solo promesso assunzioni ma le ha anche fatte: "Entro aprile, infatti, saranno assunti 1.350 nuovi vigili del fuoco". "Per quanto riguarda le risorse finanziarie per il settore sicurezza - ha continuato - dal 2009 c’è stata una inversione di tendenza. Fino a quest’anno, infatti, si è avuto un progressivo calo dei fondi destinati alla sicurezza, mentre dal 2009 si registra una crescita. Nel decreto antistupri, inoltre, abbiamo stanziato 100 milioni di euro per le forze dell’ordine e la Protezione civile".