Immigrazione, muro contro muro Tra Italia e Francia ora è crisi aperta

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Berlusconi firma il decreto sui permessi di soggiorno temporanei ai
tunisini. Ma a Parigi il ministro dell'Interno dirama una circolare ai prefetti con disposizioni rigide: respingere l'ondata. Maroni:
&quot;Atteggiamento ostile dei francesi&quot;. Schifani: &quot;Ci attendiamo gesti concreti dalla Francia&quot;  
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La Francia si prepara ad accogliere gli immigrati tunisini. Ma sarebbe meglio dire che si prepare a trovare il modo di non farli rimanere a lungo nel proprio territorio. Dopo la decisione del governo italiano di rilasciare un permesso di soggiorno temporaneo agli stranieri arrivati in Italia, il governo francese corre ai ripari e mette le mani avanti. E lo fa con una circolare diramata alle prefetture in cui si dettano cinque precise condizioni su come gestire il nuovo flusso. A rendere noto il documento è il quotidiano parigino Le Figaro. Le "istruzioni" del ministro dell'Interno Claude Gueant sono precise: i nuovi arrivati devono essere in possesso di un titolo di soggiorno valido, emesso da uno Stato membro della convenzione di Schengen, devono avere un passaporto nazionale valido, devono giustificare lo scopo e le condizioni del loro soggiorno in terra francese, non costituire una minaccia per l'ordine pubblico e non essere entrati in Francia da più tre mesi. Ma soprattutto devono certificare di disporre di risorse sufficienti (62 euro al giorno a persona, 31 euro se dispongono di un alloggio).

La Francia applica così il massimo delle limitazioni alla libera circolazione prevista dal trattato europeo di Schengen. E c'è da scommettere che con questi dettami saranno pochi i tunisini che riusciranno a rimanere a Parigi. E dove andranno? Semplice, in Italia. E' questo infatti ciò che prevede la circolare pubblicata sul sito di Le Figaro. "Chi non rispetta anche solo uno dei requisiti richiesti - si legge nel documento- verrà rispedito allo Stato membro di proveninenza": cioè l'Italia.
A confermare questa ipotesi, oltre al ferreo controllo della frontiera francese constatato negli ultimi giorni, ci sono anche le dichiarazioni degli addetti ai lavori parigini. "L'esame delle situazioni individuali sarà minuzioso e si può già prevedere che non tutti la passeranno", ha detto a Le Figaro un alto dirigente della polizia di frontiera francese. E anche un prefetto ascoltato dal quotidiano parigino si è schierato sulla stessa linea: "Non ci sarà un'ondata di nuovi arrivi", ha rassicurato. Alla fine è arrivata anche la dichiarazione del ministro francese: "Parigi non vuole subire un’ondata di immigrazione tunisina dall’Italia, Paese in cui rispedirà candidati al soggiorno in Francia che non soddisfino le condizioni di identità e di risorse richieste".

Intanto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che domani incontrerà il suo omologo francese "per trovare un accordo e definire un sistema di intervento comune", anche se poi ha aggiunto che "da Parigi c'è stato un atteggiamento di ostilità e la libera circolazione nell'area Schengen è garantita da regole che devono essere rispettate". Sulla stessa linea di pensiero anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha dichiarato: "Il problema dell’immigrazione clandestina non è un problema italiano, è un problema europeo. Ci attendiamo gesti concreti dai francesi". Ci va un po' più morbido invece il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la circolare francese "non è un gesto speciale di amicizia, ma a noi sembra un valora aggiunto quello di lavorare insieme con la Francia in chiave europea".  

Mentre arriva l'ufficialità sui permessi di soggiorno temporanei (con la firma, da parte del presidente del Consiglio, del decreto ad hoc), ora resta da vedere per quanto tempo ancora durerà questo gioco del gatto col topo tra la Francia e l'Italia e cosa verrà fatto per evitarlo. Ma è comunque singolare il fatto che la circolare francese sia stata redatta e diramata proprio ieri, giorno in cui Palazzo Chigi decideva per il permesso di soggiorno temporaneo. Un tempismo perfetto