Immigrazione, il Papa: "Serve accoglienza, sono nostri fratelli"

Benedetto XVI invita al gesto dell'accoglienza come
parte essenziale del messaggio cristiano: "E' nostro prossimo chiunque ha bisogno di noi e
noi possiamo aiutarlo"

Roma - La necessità dell’accoglienza verso l'immigrato, il più debole e l’indifeso come parte essenziale del messaggio cristiano, è stata affermata oggi dal Papa nel Messaggio per la 95esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra il prossimo 9 gennaio.

Comunità unita in Cristo Benedetto XVI ha spiegato che "più la comunità è unita a Cristo, più diviene sollecita nei confronti del prossimo, rifuggendo il giudizio, il disprezzo e lo scandalo, e aprendosi all’accoglienza reciproca". Poco dopo ha aggiunto che "si realizza in tal modo la promessa del Signore: 'Io vi accoglierò e sarò per voi come un padre e voi mi sarete come figli e figlie'. Se di questo siamo consapevoli, come non farci carico di quanti, in particolare fra rifugiati e profughi, si trovano in condizioni difficili e disagiate? Come non andare incontro alle necessità di chi è di fatto più debole e indifeso, segnato da precarietà e da insicurezza, emarginato, spesso escluso dalla società?".

Amore fraterno verso gli immigrati "A loro - ha scritto ancora Ratzinger - va data prioritaria attenzione poiché, parafrasando un noto testo paolino, 'Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio'". Il Pontefice ha sottolineato che la Giornata deve essere "per tutti uno stimolo a vivere in pienezza l’amore fraterno senza distinzioni di sorta e senza discriminazioni, nella convinzione che è nostro prossimo chiunque ha bisogno di noi e noi possiamo aiutarlo".