Immigrazione, Sarkozy: "L'Europa aiuti l'Italia"

Il presidente francese torna a parlare di flussi migratori: "Se un Paese europeo non può gestire le sue frontiere la questione della sospensione provvisoria di Schengen deve poter essere posta senza tabu". E poi: "L'Europa deve aiutare l'Italia"

"L’Europa deve aiutare l’Italia" a risolvere il problema dei migranti tunisini: lo dice in un’intervista pubblicata sul sito internet del settimanale L’Express il presidente francese Nicolas Sarkozy. A questo riguardo, prosegue il capo dello Stato, "la Francia, il Paese più generoso in materia d’asilo, farà delle proposte al consiglio europeo di giugno" a Bruxelles. Sarkozy sottolinea quindi che "dopo le prime elezioni nelle nuove democrazie del nordafrica, ci vorranno delle regole sull’immigrazione concertate e uno sviluppo economico condiviso". "Se un Paese europeo non può gestire le sue frontiere - taglia corto Sarkozy - la questione della sospensione provvisoria di Schengen deve poter essere posta senza tabu".

Sarkozy sottolinea quindi che l’attuale sistema Schengen "deve evolvere. Oggi è al capolinea. Con le prospettive democratiche in nordafrica, dobbiamo essere pronti a formare studenti, accogliere uomini d’affari; ma accettare tutti quanti, come dicono i socialisti francesi, no, si metterebbe a rischio tutto l’equilibrio del nostro sistema sociale". E ancora: "Questi Paesi hanno bisogno delle loro elites per svilupparsi. Chi gestisce Schengen a Bruxelles? Nessuno. Chi valuta Schengen alle frontiere? nessuno. Chi valute le buone pratiche in Schengen? Nessuno. (La località del nord della Francia, ndr) Sangatte, nel 2002, è stata come oggi Ventimiglia: curdi, iracheni, somali che volevano raggiungere l’Inghilterra. Abbiamo messo cinque anni per risolvere il problema. L’Europa deve aiutare l’Italia a fare lo stesso con i tunisini". Nell’intervista, il capo dell’Eliseo dice anche che la Francia deve porsi la "questione dell’immigrazione legale", come proposto dal ministro dell’Interno Claude Gueant. "Con le nostre difficoltà a fornire il lavoro a tutti i nostri connazionali e un indice di disoccupazione al 23% per gli extracomunitari, dobbiamo porci la questione dell’immigrazione legale: si tratta di buon senso", dice Sarkozy. "Non sono mai stato per la zero immigrazione, perchè le società crollano quando sono consanguigne e non quando c’è un ’melting pot’. Ma dobbiamo adattare l’immigrazione economica a queste realtà e fare in modo che la nostra formazione professionale risponda ai bisogni della nostra economia".