Immigrazione senza regole: ecco l’effetto che si temeva

Via Padova: una serata di pura follia, dove centinaia di stranieri
mettono a ferro e fuoco una delle zone più calde di Milano, dove gli
italiani sono la minoranza, dove per attraversare una strada o un
marciapiede dobbiamo tenere gli occhi bassi

di Davide Boni*

Via Padova: una serata di pura follia, dove centinaia di stranieri mettono a ferro e fuoco una delle zone più calde di Milano, dove gli italiani sono la minoranza, dove per attraversare una strada o un marciapiede dobbiamo tenere gli occhi bassi, chiedendo umilmente permesso ai capannelli di stranieri che sostano davanti ai negozi di kebab e ai phone center, dove dopo una certa ora agli italiani conviene chiudersi in casa, come ci fosse un coprifuoco.
Ditemi voi se è mai è possibile vivere da stranieri nella propria terra, dove chi giunge in questo Paese non ne accetta le regole e cerca di imporre una legge che non è la nostra. Ma la rivolta avvenuta in via Padova è solo uno dei tanti focolai pronti ad esplodere perché ci sono tante «via Padova», conseguenza di un multiculturalismo portato all'eccesso, frutto di una mancata integrazione, di un permissivismo senza limiti, perché a fronte degli allarmi lanciati mille volte una cultura buonista ha impedito di vedere il malessere che si annidava nelle nostre strade.
Non si può costruire una città multietnica a tavolino, perché l'integrazione non può avvenire a senso unico. Pertanto l'unica risposta possibile è cacciare dal nostro Paese chi dimostra di non volere integrarsi e rispettare le leggi vigenti, chi se ne infischia della nostra storia e mira solo a schiacciare la nostra identità e la nostra cultura. Inutile aspettare che si verifichino altri episodi di questo tipo in qualche altro quartiere «etnico». I provvedimenti rigidi vanno presi, perché i cittadini devono essere messi al sicuro e non lasciati abbandonati a se stessi, in preda a centinaia di cittadini stranieri, che insultano il Paese che li ospita mentre devastano Milano. Abbiamo assistito a scene degne della guerra che da anni infiamma il Medioriente e quello che ho potuto vedere di persona è il risultato di una violenza folle e irrazionale, con le donne straniere che dai balconi delle proprie case incitano la folla, impazzita, a portare via il corpo dell'egiziano ucciso prima che sopraggiungano le forze dell'ordine a fare il proprio dovere, solo per rispettare i canoni islamici della sepoltura. Cose dell'altro mondo. A chi ancora oggi ci accusa di lanciare falsi allarmismi consiglio di farsi un giro, dopo che cala il tramonto, in queste zone di frontiera, dove gli italiani sono ormai una minoranza. Milano non merita tutto questo
*Assessore regionale
al Territorio e all’Urbanistica