Immigrazione, la sinistra abbandona Vendola

A vuoto l’appello del governatore per la chiusura dei Cpt voluti dall’Ulivo

Enrico Silvestri

da Milano

Sale di tono la «querelle» tra il sindacato di polizia Uilsp e la gip Clementina Forleo, dopo il movimentato fermo di un egiziano clandestino. Ieri i sindacalisti hanno sparato contro il magistrato, annunciando anche azioni legali e denunce al Csm e al ministro di Giustizia, assistiti dall’europarlamentare della Lega Mario Borghezio. La Forleo da parte sua ribatte: «Lo rifarei una, cento, mille volte. Perché disprezzo la violenza in tutte le sue forme, soprattutto quando compiuta da forze dell’ordine».
La protagonista. Clementina Forleo salì alla ribalta della cronaca a gennaio quando assolse tre arabi accusati di preparare attentati in Irak. Secondo il magistrato infatti non di terrorismo si trattava bensì di guerriglia contro gli Stati Uniti. Attività non prevista come reato dal nostro codice penale, che non può entrare nel merito della legittimità di una «guerra asimmetrica».
I fatti. Venerdì verso le 17 tre controllori dell’Atm sono su un bus che sta attraversando piazza San Babila nel cuore di Milano. Un egiziano di 42 anni, scoperto privo di biglietto, viene invitato a scendere e farsi identificare per la multa. Qui le cose sarebbero ben presto trascese, l’egiziano avrebbe aggredito uno degli ispettori, in quel contesto considerato pubblico ufficiale, finito poi in ospedale con 12 giorni di prognosi. Nel frattempo però era già stato avvertito il 113 che inviava un equipaggio giusto in tempo per vedere l’extracomunitario scappare. I poliziotti lo raggiungono, lo ammanettano, visto che tenterà due volte la fuga, lo identificano, scoprendo che è clandestino, comunque incensurato, e lo caricano nella Volante. Per portarlo in questura ai fini dell’espulsione e denunciarlo per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di declinare le proprie generalità. Arriva in quel momento la Forleo che avendo seguito la fase finale della vicenda trova sproporzionato l’intervento della polizia. Si fa identificare in quanto ritiene che l’azione della polizia sia stata troppo brutale e che non sussistessero i presupposti per le manette. Gli operatori del 113 rispondono e il clima si scalda.
L’accusa. «A un certo punto intervengono a difesa dei poliziotti alcuni passanti che redarguiscono la Forleo» ha sostenuto ieri Agostino Marnati, segretario provinciale dello Uilsp in conferenza stampa. Alla quale partecipa anche Borghezio che denuncia la «ingerenza in salsa buonista di un magistrato che ha già dimostrato la sua insulsaggine giuridica». In serata interviene anche il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli: «Gli agenti - ha detto - hanno tutta la mia solidarietà».
La difesa. Il magistrato ieri ha difeso il suo operato, sostenendo di essere intervenuta come cittadino per portare la sua eventuale testimonianza nel caso di processo contro l’immigrato. Il gip ha poi risposto a Borghezio che aveva sollevato dubbi sul suo equilibrio mentale («I test attitudinali li ho già fatti e superati brillantemente») e al segretario dell’Uilps che aveva parlato dei suoi toni isterici («Meglio isterica che violenta»). A suo fianco si schierano i colleghi: «È deplorevole quello che ha detto Borghezio. Non si può attaccare un magistrato in questo modo» afferma il gip Fabio Paparella. «È una vicenda antipatica perché si presta a possibili strumentalizzazioni» smorza i toni Renato Samek Lodovici, responsabile dell’ufficio Gip di Milano. Per i verdi Carlo Monguzzi, consigliere lombardo, e Fiorello Cortiana, senatore, il giudice «ha fatto benissimo a intervenire».