Immobili, gli affari si sgretolano Milano maglia nera con -11,8%

In perdita anche i settori commerciale e terziario, con flessioni fra il 18,5 e il 22,7%

Milano maglia nera nelle compravendite. Fra i capoluoghi la città fa ancora la parte del leone ma rispetto agli altri piccoli centri lombardi, è solo una vittoria di Pirro. Nella sfida con se stessa, invece, Milano perde, e molto, rispetto ai dati di mercato del 2006. Crollano le case a Milano: in picchiata più che sensibile il mercato delle compravendite immobiliari. I dati, decisamente preoccupanti, vengono dal Rapporto immobiliare 2008 dell’Agenzia del Territorio e assegnano al capoluogo milanese il primato poco edificante di Comune nel Nord Italia con il calo più accentuato nel settore residenziale: -11,8%.
A risollevare le sorti del settore non valgono neanche gli altri rami dell’immobiliare, terziario, commerciale e produttivo, che registrano frenate comprese tra il 18,5 e il 22,7 %.
Per quanto riguarda il settore residenziale, fra i comuni capoluogo, Milano fa, ovviamente, registrare il maggior numero di compravendite nel 2007, oltre 21.800. Nella contrazione delle transazioni, invece, pur segnando un inequivocabile -11,8% sul 2006, Milano si colloca al quarto posto dietro a Cremona (-19,2%), Mantova (-13,5%) e Bergamo (-12,1%). Va meglio se allarghiamo lo sguardo all’intera provincia di Milano. In questo caso il calo è più contenuto e si assesta ad un - 7,3% e corrisponde a quasi 70mila compravendite. Interessante da notare è anche il valore del cosiddetto Imi, cioè il rapporto tra il numero di compravendite e lo stock, gli immobili sul mercato. A livello di territorio comunale, l’Imi di Milano è del 2,5%, con un calo dello 0,41% sul 2006. Ciò significa che, nonostante calino le compravendite, lo stock tende ad aumentare.
Per quanto riguarda il terziario, il capoluogo lombardo segna in questo settore immobiliare una contrazione di 21,5 punti percentuali, pari ad oltre 1.300 transazioni. La città è preceduta nella flessione solo da Sondrio che fa registrare un preoccupante -52,8% e da Pavia che si ferma a -37,9%. Nello stesso ordine di misura il dato provinciale, che registra un -21,7 per cento.
Il settore in cui Milano perde maggiormente, rispetto al 2006, è però quello commerciale: è qui che viene registrato anche il decremento maggiore in rapporto agli altri comuni capoluogo. La flessione è stata pari a -22, 7%, per un totale di 2.444 compravendite. Considerando l’intera provincia, Milano cala di 14,5 punti percentuali, seconda in classifica dopo Sondrio (-20,7 per cento).
Anche per il settore produttivo Milano indossa la maglia nera: insieme al -26,4 di Bergamo, quello cittadino è l'unico segno negativo tra i comuni capoluogo per questa voce (-18,4%), in un panorama dove si hanno invece aumenti fino al 226%, come nel caso di Mantova. Va decisamente meglio, ma non bene, esaminando i dati dell’intera provincia, dove Milano perde il 7,5%, ben distante dai picchi negativi di Lodi (- 19,9%) e Pavia, che perde il 17,4 per cento.
Per tutte le voci considerate, sia a livello comunale sia provinciale, infine, è da notare che il dato milanese segna sempre perdite più consistenti della media regionale.