Immobili, giù la compravendita: -15%

La crisi colpisce anche il mercato immobiliare. Le compravendite delle case calano nel 2008
del 15,1%. I prezzi sono
scesi del 2,2%. Solo box e garage "tengono" (+0,9%)

Bologna - Com’era prevedibile, la crisi ha colpito anche il mercato immobiliare. L’analisi dell’Osservatorio di Nomisma, che oggi a presentato il primo rapporto del 2009, non lascia spazio a dubbi: basta il dato delle compravendite delle abitazioni, calato nell’intero 2008 del 15,1%, e quello degli uffici, che ha subito una riduzione analoga. Complessivamente, le compravendite erano state nel 2006 845mila, mentre nel 2008 si è scesi a 686mila, con un ritorno ai livelli del 2000.

Crollo il mercato della casa L'ulteriore peggioramento dell'intonazione economica nell'ultima parte del 2008 ha avuto dunque pesanti ripercussioni sul mercato immobiliare, soprattutto in relazione ai volumi compravenduti ed ai mutui. Nel 2008 e, in particolare nell'ultimo trimestre dell'anno, la maggior parte dei paesi più sviluppati - spiegano gli analisti bolognesi - ha visto calare, assieme al fattore fiduciario, il reddito prodotto, con la conseguenza di una brusca frenata dell'economia mondiale. Il peggioramento dell'intonazione economica mondiale ha imposto la revisione al ribasso delle stime prodotte sulla crescita del PIL per il 2009 ed il 2010. Per l'anno in corso si è passati da una ipotesi di crescita misurata nel 3% (secondo i dati di autunno 2008) sino alla recente previsione di riduzione di un punto a livello globale.

La crisi si estende al 2010 Il ridimensionamento delle stime di crescita si ripercuote anche sulla performance del 2010 al punto da non poter escludere ulteriori peggioramenti, con il nostro Paese ancora una volta menzionato fra quelli con andamento peggiore (ci si attende una flessione del 3-4% per il 2009 ed una sostanziale stabilità per il 2010). L'incertezza sulle effettive condizioni dell'economia domestica, sta progressivamente indebolendo il ’patto fiduciariò che lega famiglie, banche, imprese e Stato con una conseguente brusca frenata della domanda. Le famiglie italiane, a fine 2008, si sentono, infatti, molto più povere rispetto a pochi mesi prima, tanto che circa un terzo reputa insufficiente il proprio reddito, quando l'anno scorso tale quota era solo del 10%.

Il tenore di vita cambia La difficoltà nel mantenere il proprio tenore di vita è altresì testimoniato dall'incremento delle famiglie che non riescono a risparmiare, che passano da circa il 50% del 2007 a quasi il 70% nel 2008, segnando una crescita del 40% nell'ultimo anno. La percezione negativa della propria capacità  reddituale risulta ancor più deteriorata se ad essa si aggiunge l'effettiva riduzione della ricchezza patrimoniale ed immobiliare prodotta dalla crisi in atto. Tale riduzione si traduce in una prevedibile compressione in termini di consumi da parte delle famiglie, stimabile in 2 miliardi di Euro nel 2008, con la previsione di un ulteriore arretramento di 7 miliardi nel 2009 (una riduzione di circa l'1%). Gli effetti della crisi si leggono in maniera altrettanto evidente sul fronte della domanda di immobili in quanto nel 2008 le compravendite si sono ridotte, come detto, in misura del -15,1% per le case, del - 15,5% per gli uffici, del -11,7% per il commerciale e del -8,7% per gli immobili produttivi. L'esperienza storica testimonia che, nel breve-medio termine, ad incidere sulle dinamiche del mercato non è tanto l'offerta di abitazioni, quanto la domanda. Ed a questo proposito, dall'analisi dei giudizi degli operatori economici, risulta evidente come sia la domanda a condizionare l'evoluzione delle compravendite.