Immobili, tiene il mercato Boom di acquisti in 20 anni

Dall’ingegnere telematico iperspecializzato, agli addetti alle pulizie. Oltre 61mila nuovi posti di lavoro per ognuno dei dieci anni che portano di qui al 2020 e passando per il 2015, quello dell’Expo organizzata a Milano. In tutto fanno 610mila occasioni di occupazione con picchi nel triennio che precederà l’evento (2013-2015) e grandi numeri da 120mila occupati, ma anche una coda che arriverà fino al 2020. E anche oltre se sui terreni di Rho-Pero dopo che saranno smontati i padiglioni (tutti in materiale rigorosamente riciclabile) ci sarà una nuova edificazione. Con il grande parco, il quartiere residenziale e il nuovo grande centro di produzione della Rai, la Saxa Rubra milanese.
E già fin da ora il sindaco e commissario Letizia Moratti, è in grado di individuare quantità e figure professionali che grazie a Expo potranno sfruttare nuove occasioni lavorative. Un calcolo fatto grazie allo studio realizzato dal CERTeT, il Centro di economia regionale, dei Trasporti e del Turismo con la direzione e il coordinamento scientifico del professor Lanfranco Senn. Dei 61mila nuovi posti di lavoro, almeno 19mila riguarderanno professioni altamente qualificate: ingegneri civili, edili, elettronici, informatici, telematici, architetti, tecnici della sicurezza. Altre 12mila figure riguarderanno professioni intermedie, ovvero commessi per i negozi, parrucchieri, estetiste, cuochi, addetti ai call center. Oltre 23mila saranno gli operai, muratori, elettricisti, carpentieri, falegnami, autisti d’auto e conduttori di mezzi. E, infine, 7mila saranno le professionalità meno qualificate, dagli addetti alle pulizie a quelli per lo spostamento delle merci. Secondo i calcoli della Bocconi, spiega il professor Senn, dei 61mila posti disponibili, almeno 14mila andranno a lavoratori stranieri. Nella quasi totalità quelli che richiedono una minor qualificazione professionale. Ma 5mila saranno i muratori, i carpentieri e gli elettricisti dotati di una buona professionalità che contribuiranno alla costruzione delle nuove opere edili. A parlar di percentuali, il 32 per cento sarà costituito da dirigenti e professioni intellettuali, il 19 per cento tra impiegati e commercio e il 38 per cento saranno operai.
«A tutto questo - aggiunge la Moratti - vanno sommati anche tutti i lavoratori impiegati nella costruzione delle infrastrutture, come strade e nuove metropolitane». Posti di lavoro, questi, già effettivi. A cominciare dai 9mila occupati nella costruzione della linea 5 del metrò. «E se partiranno le altre - spiega il sindaco - altri saranno i nuovi posti di lavoro. Un fatto importante, soprattutto in un momento di crisi». Tanto che il totale degli addetti alle infrastrutture potrebbe raggiungere le 57mila unità, mentre 13mila saranno gli addetti all’acquisto di beni e servizi. A ribadire che l’Expo potrebbe essere un volano importante. Anche per l’indotto sul quale si riverseranno i benefici dei 20 milioni di visitatori previsti. Con una stima della produzione aggiuntiva che per l’economia dell’intero Paese potrebbe significare un incremento di valore aggiunto (fatturato) pari a circa 29 miliardi. E un gettito fiscale dovuto alla produzione totale attivata da Expo di 11,5 miliardi ripartiti tra imposte dirette (64 per cento) e indirette (36 per cento). Per un incremento del Pil nazionale dello 0,18 per cento.
Molti soldi, ma anche solidarietà visto che sono già allo studio progetti per offrire ai carcerati qualcuno dei 61mila nuovi posti di lavoro. Un messaggio di reinserimento sociale che farà bene a una manifestazione che parla di energia e di vita.