Immobiliari, cambia l’Iva: terremoto a Piazza Affari

La pubblicazione della manovrina sulla Gazzetta Ufficiale fa scendere i titoli: cali fino al 12%

da Milano

Un disastro: -12% Aedes; -10,98 Pirelli Real Estate; -10,57 Beni Stabili; -8,18% Risanamento. E a cascata, con percentuali minori, scendono anche l’Immobiliare Lombarda (-2,50) e la Gabetti (-0,72), il titolo che ha perso meno durante la debacle in Borsa delle società che appartengono ai comparti immobiliari. I titoli del settore sono calati pesantemente a Piazza Affari, penalizzati dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della manovrina varata dal governo che contiene anche le modifiche alla disciplina sull’Iva nell’edilizia. Ancora non sono chiari gli effetti concreti della manovra, che sono al momento oggetto di studio da parte delle principali società immobiliari. Ma vediamo cosa per il momento sta emergendo. Intanto una filosofia: il decreto Visco ha calcato pesante la mano sul settore edilizio. Più che di lotta all’elusione si tratta dell’introduzione di nuove imposte. Gli effetti raggiungeranno i singoli cittadini, ma per il momento il terremoto ha riguardato le società quotate in Borsa, più reattive nel rispondere alle penalizzazioni fiscali.
Il primo aspetto riguarda l’indeducibilità dell’Iva. In parole povere l’imposta sul valore aggiunto, generalmente al 10 per cento sugli immobili a uso abitativo e al 20 per cento su quelli commerciali, non può essere più recuperata. Un negoziante che con una propria società ieri comprava un immobile, deduceva il 20 per cento di iva, dalla propria dichiarazione dei redditi. Da oggi non potrà più: si tratta di un costo puro e semplice. Che si tradurrà in un parallelo aumento del costo degli immobili sui mercati o una riduzione dei margini per i venditori (le società immobiliari in questione).
Oltre alla manovra sull’Iva si aggiunge una complicata gabella sulle locazioni finanziarie immobiliari: tanto che ieri il titolo peggiore del listino è stata una società di leasing specializzata, che si chiama Italease. In buona e semplificata sostanza le società dovranno pagare al fisco il recupero della detrazioni ottenute dal 1998 al 2005.
«Sui titoli pesano le decisioni in materia fiscale, in particolare l’operazione sull’Iva del governo che prevede il recupero della detrazione dal 1998 al 2005», dice un trader.
Pesantemente penalizzati anche i fondi immobiliari perché non potranno detrarre e compensare l’Iva degli acquisti, che diventa così un maggiore costo.
Eliminate infine le agevolazioni dell’Iva e aumentata l’imposta di registro che passa dall’1 all’11%, tasse ipotecarie comprese, per gli acquisti di immobili e aree da riqualificare comprate da privati.
Alcuni operatori del settore già parlano di «un freno allo sviluppo e alle trasformazioni delle città e al recupero degli edifici urbani». Secondo il presidente di Assoedilizia, Colombo Clerici, «l’esenzione Iva di beni strumentali prevista dal decreto legge fiscale approvato dal governo, non permette la compensazione con l’iva pagata per costi di manutenzione, per quelli professionali e i servizi di assistenza tecnologica. Infine , si prevedono aumenti dei costi per le nuove costruzioni e pesanti ripercussioni sul mercato degli affitti.