«Immunità per chi attacca gli israeliani»

da Gerusalemme

Il nuovo governo palestinese guidato da Hamas non arresterà i militanti che si renderanno responsabili di attacchi contro Israele. Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Interno designato, Saeed Seyam, responsabile della supervisione dei tre servizi di sicurezza dell'Anp. «Non verrà mai il giorno in cui i palestinesi saranno arrestati per la loro affiliazione politica e per la loro resistenza all'occupazione. La questione della detenzione politica deve essere chiusa», ha affermato Seyam, aggiungendo che, oltre a non procedere all'arresto dei militanti che condurranno attacchi contro Israele, Hamas cercherà di coordinarne le azioni.
«I futuri colloqui con le fazioni saranno incentrati sui meccanismi, la forma e i tempi degli attacchi», ha detto Seyam in un'intervista alla Reuters ripresa dal quotidiano israeliano Haaretz, definendo «legittimo e garantito il diritto di difendere la nostra gente contro l'aggressione».
Il grande sconfitto delle elezioni politiche palestinesi del 15 gennaio scorso - il partito Al Fatah cui appartiene il presidente Abu Mazen e fondato da Arafat - non voterà la fiducia al nuovo governo palestinese guidato da Hamas.
Per Azzam Ahmed, capo di Fatah al Parlamento, il movimento islamico non ha soddisfatto le condizioni richieste, cioè quella di riconoscere l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) come il più alto organismo decisionale e quella di accettare i precedenti accordi israelo-palestinesi.
La scelta di Fatah non inciderà comunque sull'esito finale del voto poiché Hamas controlla, nel Parlamento palestinese, 74 seggi su 132, contro i 45 di Fatah. Il programma del nuovo governo palestinese, presieduto da Ismail Hanyeh, era stato bocciato giovedì scorso dalla Commissione esecutiva dell'Olp. Hamas aveva definito il no «non vincolante e anticostituzionale».