«Impeachment» per il presidente del Paraguay

Asunciòn La sinistra sudamericana (ma anche Paesi a guida moderata come il Cile)) definisce un «golpe costituzionale» quello che ha abbattuto il presidente progressita del Paraguay, Fernando Lugo. Molte le similitudini con la deposizione tre anni fa del presidente dell’Honduras, Josè Manuel Zelaya, arrestato ed esiliato per essere stato giudicato colpevole di disobbedienza costituzionale da un’Alta corte. Per Josè Miguel Insulza, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, il processo ha seguito le regole constituzionali paraguayane, ma senza rispettare il diritto alla difesa di Lugo. Il Senato del Paraguay ha votato la destituzione del presidente, accusato di quattro illeciti durante il suo ufficio, tra cui un presunto ruolo negli scontri tra polizia e contadini senza terra in cui sono morte 17 persone, per impeachment. Lugo ha accettato di lasciare il potere, dicendo però di considerare il passo un «colpo alla democrazia». Poco dopo, mentre le strade della capitale Asunciòn si riempivano di sostenitori di Lugo e gruppi di giovani si scontravano con la polizia, l'ex vice presidente liberale Federico Franco ha giurato come nuovo capo di Stato fino all’agosto 2013.