Impegni generici e lavori bloccati

La linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione continua a dividere l’Unione. Le manifestazioni in Val di Susa, sostenute da ambientalisti, sinistra radicale e no global, hanno finora bloccato l’inizio dei lavori nella zona dove dovrebbe passare il tunnel. I «No-Tav» propongono percorsi alternativi. Ma una parte del centrosinistra, sia in Piemonte che a Roma (a partire dal presidente del Consiglio Romano Prodi), è favorevole all’opera. Il programma elettorale dell’Unione non scioglie il nodo: in 281 pagine di impegni la parola «Tav» non compare. Solo un generico richiamo «all’integrazione con le grandi reti infrastrutturali europee». Nel frattempo l’opera è bloccata.