«Impegno per il Terzo Valico»

Non solo la presentazione del Salone Nautico all’ordine del giorno per il ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola che, ieri mattina, a Genova ha siglato un accordo con l’Ucina a sostegno dell’internazionalizzazione della nautica. La firma è avvenuta al termine della cerimonia di inaugurazione «per un settore- ha spiegato il ministro- di impresa che crea ricchezza e produce sostanza e non carta». «È il rinnovo di un accordo fatto nel 2004 che serve ulteriormente ad internazionalizzare la produzione di qualità del settore nautico italiano nel mondo» ha commentato Claudio Scajola che nel suo intervento ha sottolineato l’impegno del governo per la promozione della nautica da diporto sui mercati esteri «soprattutto quelli che soltanto di recente si sono imposti nell’economica mondiale». Grazie all’intesa con Ucina verranno realizzate azioni di comunicazione e collaborazione in occasione dell prime internazionali come l’Expò di Shangai nel 2010 e le più importanti manifestazioni dedicate alla nautica in India, Cina e Brasile. Ad occuparsi del supporto tecnico sarà l’Istituto per il commercio estero. Il Terzo Valico è al centro dei pensieri di Scajola per la nostra regione: «Se Genova e la Liguria, e quindi l’Italia, vogliono diventare la porta dell’Europa sul Mediterraneo, il Terzo Valico è un’infrastruttura indispensabile Basta con le politiche del no e dei veti su ogni cosa. Andremo avanti su questo come sul raddoppiamento del ponente e con la Pontremolese».
Ma il ministro Scajola ha anche parlato di altri temi nazionali all’ordine del giorno come la questione Alitalia e alla possibilità che entro breve vi possano essere 3.200 cassintegrati. «È tutto sotto controllo, si tratta degli asset di Alitalia, cioè di quelle società non rilevate dalla Cai. Contiamo di venderli separatamente. Devo dire- ha proseguito il ministro per lo sviluppo economico- che ci sono diverse offerte che mi fanno essere ottimista sulla prospettiva che alla fine, dalla vecchia Alitalia usciranno diverse imprese efficienti che garantiranno lavoro e profitto».
Scajola ha parlato di una «cinquantina di richieste». «Cercheremo ora- ha continuato il ministro ligure- di operare attraverso il commissario e con i piani che saranno approvati al ministero della sviluppo economico di far sì che questi asset non siano portati al loro spegnimento bensì alla loro esaltazione».