Imperdibile Pablo Casals violoncello epocale

Cofanetto prezioso anche se di difficile reperimento (i problemi di distribuzione della statunitense Music & Arts). Titolo: «Casals al Festival di Prades». Contenuto, tredici ore di concerti - quasi metà del materiale è inedito su disco - e tredici cd al prezzo di sei. Prades, in Francia, è il rifugio e il regno di Pablo Casals (1876-1973), violoncellista epocale per statura e longevità. È l’isola beata dove l’artista catalano fa musica a partire dagli anni di Franco e della Seconda guerra mondiale. A quel Festival hanno partecipato, facendo musica da camera ai più alti livelli, tutti i grandi artisti del Novecento. Ed ecco, negli anni ’50, Trii di Beethoven, Brahms e Schumann, Quartetti di Mozart, anche una delle sei Suites per violoncello solo di Bach che Casals fu il primo a praticare in tempi moderni. C’è Yehudi Menuhin con il pianoforte cristallino della sorella Hephzibah. C’è Miecio Horszowski, enfant prodige che superò il secolo di vita (un Mozart di inarrivabile bellezza pianistica). C’è il violinista Sandor Vegh con il suo quartetto d’archi memorabile in Beethoven e Bartók. Da avere.

Casals al Festival di Prades (13 cd Arts & Music)