A Imperia il mondo Agrodolce di Andrea Sarri, chef vista mare


Lo so bene che non è tempo per tuffarsi e prendere il sole, ma per un padano tutta nebbia, la Liguria lato mare è ancora più affascinante adesso perché basta un raggio di sole e due passi su un molo mezzo vuoto per sentirsi bene, fuori dallo stress da grande città. Imperia non sfugge alla regola, due passi dal Museo dell’Olio della Fratelli Carli, il sottopassaggio ferroviario, un paio di strade e si è all’Agrodolce di Andrea Sarri e di sua moglie Alessandra, 0183-293702, lui in cucina e lei in sala e tutto sotto il portico di un porto che ora accoglie gli yacht che devono svernare e un mercato del pesce a cui attinge uno chef 38enne, in proprio dal 2002.
Agrodolce dunque, con agro scritto correttamente e dolce al contrario, da destra verso sinistra, perché ad Andrea piace giocare sui contrasti dolci e salati, che sono poi conseguenza del suo carattere, curioso e aperto alle novità, forgiato in diverse esperienze, come cucinare a bordo del 70 metri di un leader libanese.
Un locale e due ingressi, il retro è forse più comodo, ma guai rinunciare alla vista mare. E a tavola un inno al pescato, con due menu degustazione a 45 e 75 , e in carta una sola proposta di carne, un carrè d’agnello che magari sarà perfetto ma che non ho certo scelto perché si va all’Agrodolce per godere di una delle rare, vive cucine di pesce di una Liguria in genere stanca e stereotipata. La Verticale di crudità di pescato fa sognare l’estate e il Baccalà islandese fritto con salsa di bagna cauda offre la scusa per usare le mani, un fritto perfetto come sarà al momento del secondo con quello di mare e orto. Tra antipasto e secondo squisite Pappardelle muscoli, zucchine e zafferano e delicato, fresco Risotto con novellame, radicchio e limoni. Piacere agrodolce.
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