Imperia, squadra vincente non si cambia

Diego David

da Imperia

Ufficialmente la campagna elettorale del centrodestra per il rinnovo del Consiglio provinciale di Imperia inizierà solo dopo le politiche del 9 e 10 aprile. Per quale motivo, infatti, la Casa delle Libertà dovrebbe dare dei punti di riferimento all'Unione dilaniata da conflitti interni e impegnata nelle primarie di domenica 25 che si preannunciano all'ultimo voto se non all'«ultimo sangue»? Ieri si è avuta, comunque, l'ufficializzazione di quanto si sapeva da tempo: la candidatura del presidente uscente Gianni Giuliano (Fi) a succedere a se stesso al vertice della Provincia. Attorniato dallo stato maggiore dei partiti della coalizione che lo sostiene (Forza Italia, An, Udc e Lega Nord) Giuliano ha affermato: «Lo scopo è portare a termine un progetto. I cinque anni di amministrazione hanno rappresentato un percorso all'insegna dell'armonia, che ci ha permesso di mantenere la squadra praticamente inalterata per tutta la legislatura, salvo una sostituzione» (quella dell'Udc Giacomo Raineri al posto di Maurizio Negroni, ndr).
«L'amministrazione della Casa delle Libertà - ha aggiunto Giuliano - è sempre stata presente su tutto il territorio da Pieve di Teco a Ventimiglia, passando dal capoluogo a Sanremo». Per quanto riguarda il programma - ha ricordato il presidente - a tutte le famiglie residenti in Provincia verrà recapitato un opuscolo essenziale con tutte le opere realizzate e i programmi, mentre è stata elaborata anche una bozza in dieci punti, definite priorità «che - ha spiegato Giuliano - è al vaglio delle forze di maggioranza». Filo conduttore del programma «è il superamento dei concetti di costa ed entroterra, da considerare all'unisono». Nessuna sorpresa sul piano dei rapporti politici. «Non ci sarà la Lista del presidente, ma accanto ai simboli della coalizione potranno esserci alcuni schieramenti che a livello nazionale appoggiano Berlusconi», ha tagliato corto Giuliano. Tutti il centrodestra, dunque, fa quadrato intorno al presidente uscente e un’ultima stoccata agli avversari dell'Unione impegnati scegliere tra Fulvio Vassallo (candidato da Margherita e riformisti Ds) e Oscar Marchisio (sostenuto dall'ala sinistra dello schieramento e buona parte dei Ds), arriva da Paolo Strescino, An: «Non sono primarie, ma lo specchio impietoso della fortissima diatriba in seno al centrosinistra, non diversamente di quanto potrebbe avvenire a livello nazionale».