Impianti di riscaldamento Al via dodicimila controlli

Verifiche su caldaie domestiche e centralizzate: quaranta i tecnici sguinzagliati dall’amministrazione. Multe salate a chi non è in regola

A pagare saranno ancora una volta i milanesi. Dopo lo stop (momentaneo o definitivo?) al ticket d’ingresso in città, Palazzo Marino rivolge altrove la sua caccia alle emissioni inquinanti. E, nel mirino, finiscono le caldaie dei milanesi. Ieri, dopo l’approvazione di una delibera in giunta, la notizia che sono in arrivo controlli a tappeto sugli impianti. Sia condominiali che a gestione autonoma. Mano al portafoglio, dunque, sia per saldare il conto degli «accertatori» inviati dal Comune (54 euro), che per pagare le eventuali salatissime multe (da 500 a 10mila euro) che verranno comminate a chi non è in regola. Sconsigliabile sperare di farla franca, molto meglio mettersi in regola finché si è in tempo. Anche perché la giunta ha deciso che saranno ben 12mila gli impianti visionati (una quota ben superiore a quella prevista dalla legge) e quaranta i tecnici inviati a controllare. E, alla fine, gli impianti testati saranno 12mila, 7.500 termoautonomi (il 5 per cento) e 4.500 centralizzati (15 per cento). Per chi volesse risparmiare e stare tranquillo, la novità è rappresentata dalla possibilità di autocertificazione. Grazie alle ditte convenzionate con il Comune, si potrà ottenere il bollino verde che certifica l’avvenuta manutenzione della propria caldaia, con il vantaggio dell’esenzione del pagamento di un eventuale futuro controllo. E, ovviamente, di scampare il rischio multa. «Oltre al piano di mobilità sostenibile, per cui stiamo mettendo in campo un pacchetto di iniziative - spiega l’assessore ai Trasporti e all’Ambiente Edoardo Croci - l’amministrazione si muove anche su un altro terreno, quello dell’efficienza energetica. Avere un impianto che funziona bene, significa non inquinare, ma anche risparmiare».
Tra gli obiettivi, anche quello di arrivare a una sorta di carta d’identità elettronica di ogni caldaia, associando ad ogni impianto un «codice» che contenga tutte le informazioni che lo riguardano. I controlli consisteranno in una verifica sia della documentazione legata all’impianto, sia delle performance della caldaia. Per la sicurezza dei cittadini, la visita del tecnico, qualificato da un attestato rilasciato dall’Enea, sarà annunciata da una lettera: verrà comunicato il nome dell’incaricato e sarà possibile fissare la data per il controllo. «L’annuncio di Croci - protesta il consigliere Aldo Ugliano (Ulivo) - contrasta con quanto affermato dallo stesso assessore giorni fa, quando aveva previsto controlli su 20mila caldaie. Ora quel numero è già diminuito del 40 per cento (12mila). Ma i maggiori errori di questo provvedimento non sono quantitativi, risiedono nei tempi, nell’equità e soprattutto nella macchinosità e nell’inefficacia. È un intervento tardivo perché ormai le caldaie sono accese e iniquo perché le fasce di popolazione meno favorite, in particolare gli anziani e le donne sole, sono anche quelle che meno probabilmente correranno a autocertificare il possesso della caldaia pagando il bollino da 5,16 euro. E se arriva il controllo a campione pagheranno la certificazione di 54 euro».