Impianti sportivi ko: la Sciorba nuota in mezzo al degrado

Francesco Guzzardi

Anche le piscine della Sciorba, secondo il Comune di Genova, avrebbero dovuto offrire un servizio decente ai cittadini. Esattamente come il palazzetto dello sport di Prato, nuovo ma ancora inutilizzato e il centro sportivo delle Gavette, anch'esso nuovo ma già fatiscente.
Invece la Sciorba si fa bella solo per le televisioni, quando da padrona la fanno le gare di pallanuoto e un paio di manifestazioni internazionale poi, quando ritorna in «mano» ai cittadini si trasforma e ritorna brutta.
Dei tanti problemi dell'impianto si vocifera da tempo, ma un conto (seppur importanti) sono le voci e un altro i fatti. Capita così che, dopo avere ascoltato commenti e lamentele di anziani, giovani e genitori che frequentano le vasche, abbiamo deciso di verificare di persona la consistenza di tali lamentele.
Ore 10, entriamo: l'ingresso dell'impianto è un continuo via vai, alla sinistra troviamo il bar, con annessa vetrata a vista sulle vasche, si presenta pulito e funzionale, a decine si contano le persone che conversano, sorseggiano qualcosa e ammirano i nuotatori, i prezzi sono identici ai bar di via XX settembre ma nessuno ci fa caso: una perfetta macchina da soldi. Di fianco ad esso due box pullulano di persone interessate, c'è chi compra un costume chi gli occhialini per il cloro, anche qui gli affari vanno a gonfie vele. Ore 10.20, ci dirigiamo verso gli ingressi alle vasche e alla biglietteria e iniziano le dolenti note.
Le prime voci che sentiamo sono di protesta, il lettore (nuovo) delle tessere magnetiche all'ingresso donne non funziona e qualcuna urla che è stufa di questa situazione; di fronte, lato uomini, un anziano si lamenta di avere appena ricaricato di 10 euro la tessera, ma che non risulta e quindi, non riesce ad entrare. Nel casottino della biglietteria, due impiegati si fanno in quattro e si lamentano della scarsità del personale, «è da luglio che aspettiamo i soldi che ci hanno promesso, ma del contratto nemmeno l'ombra, e lavoriamo anche sotto organico». Certo che l'impatto non è dei migliori e poco dopo (dopo l'autorizzazione del responsabile di turno) entriamo, finalmente potevamo vedere se quello che ci avevano raccontato era vero. «Gli armadietti per lasciare gli indumenti sono rotti e ne esistono pochi, dobbiamo mettere i vestiti in una borsa e portarcela a bordo vasca: è più sicura» è una delle frasi ricorrenti e in effetti quello che abbiamo visto e documentato lo conferma. La maggior parte degli armadietti è inutilizzabile perché senza serratura, altri sono visibilmente danneggiati e a parecchi manca addirittura lo sportello. «Lungo il percorso si trova materiale di ogni genere, qualche giorno si farà male qualche bambino» era un'altra voce che, puntualmente, dopo un brevissimo tragitto ha trovato conferma: lamiere, travi di ferro e materiale ingombrante si trovano in bella vista, un po’ in tutti gli angoli. Avremmo voluto compiere un giro più approfondito ma dopo alcuni minuti, il permesso che il responsabile ci aveva dato per visitare e fotografare gli interni della struttura, con una telefonata dello stesso ci veniva immediatamente tolto: «mi dispiace, ho ricevuto ordini dall'alto» è la secca e fredda frase di saluto.
Ma quei dieci minuti autorizzati sono stati sufficienti anzi, comodamente seduti al tavolino del bar abbiamo notato quanto vero fosse un altro problema: la mancanza di spazio per nuotare per una semplice persona che paga il biglietto (almeno 6 euro) infatti, oltre il 90% delle corsie sono riservate alle scuole nuoto e associazioni varie; a tutti gli altri (uomini, donne, vecchi e bambini) rimane solo una corsia. Col perdurare dei problemi, i consiglieri di Alleanza della IV Circoscrizione, Domenico Morabito e Andrea Brundu, constatato il notevole degrado della struttura hanno sollecitato un rapido incontro con l'assessore comunale allo Sport, Giorgio Guerello e i nuovi gestori dell'impianto.