Impianto di Rocca Cencia, la replica dell’Ama

Riceviamo e pubblichiamo.
«In merito all’articolo «Rifiuti, monopolio privato» pubblicato a pagina 43 del Giornale del 3 giugno, che configura come immotivato l’affidamento a terzi della gestione dell'impianto di Rocca Cencia e che riproduce sostanzialmente una nota depositata in cda dal consigliere Dario Ricciuto si precisa quanto segue. Innanzitutto è bene chiarire che l’affidamento di cui trattasi è previsto dalla legge (art. 57 punti b e c del vigente codice degli appalti) ed è un affidamento temporaneo della gestione dell’impianto per un periodo non superiore a sei mesi, al termine dei quali l’Ama provvederà alla gestione diretta o all’affidamento mediante gara europea. Tale periodo - che è inferiore all’anno di gestione normalmente in uso per impianti complessi - renderà possibile ottimizzare la gestione e valutare tutti quei miglioramenti che si rendessero necessari, in linea con quanto già effettuato da Ama per tutti gli impianti che attualmente gestisce direttamente. È del resto normale prassi di tutte le società che gestiscono impianti industriali affidare la gestione della fase di avvio ed entrata a regime ai soggetti imprenditoriali che li hanno realizzati e che ne assumono durante la gestione i relativi rischi imprenditoriali. La società Urbe Uno del gruppo Sorain Cecchini ha partecipato alla costruzione e alla conduzione dell'impianto assieme a Termokimik fino al 31 maggio 2008. La decisione del cda in sostanza mira a coprire un vuoto di sei mesi creatosi a seguito della transazione con l’impresa Termokimik (capofila della Associazione temporanea di imprese che ha realizzato l’impianto) che ha anticipato la fine del periodo di conduzione rifiutandosi di effettuare la gestione provvisoria e di assumerne la relativa responsabilità. Per concludere si sottolinea che la tariffa stabilita è in linea con valori più bassi di mercato di impianti di questa tipologia e dimensione e la presunta componente di risparmio di 1.200,000 euro (indicata nell’articolo) non esiste in quanto è parte integrante del costo di gestione di qualsiasi impianto a prescindere dal fatto che sia gestito direttamente o affidato in gestione. Se il consigliere Ricciuto si fosse fermato a partecipare alla lunga e analitica discussione, che si è protratta per oltre quattro ore, avrebbe verificato in quella sede le risposte esaustive date a ogni singolo punto da lui prospettato e sfociate nella delibera approvata».
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Che l’affidamento fosse temporaneo (sei mesi) era specificato anche nell’articolo. Per quanto riguarda il risparmio di 1 milione e 200mila euro il conto è presto fatto. Secondo la proposta di Cerroni 520mila euro rappresentano gli «utili». Voce che scomparirebbe in caso di gestione diretta da parte di Ama. Visto poi il modo in cui è stata presentata l’offerta, e cioè per macrocategorie, anche la voce «spese generali e imprevisti» (del valore di 678mila euro) appare sovradimensionata, o in grado di essere ricompresa in altre (per esempio nelle «spese varie» già presenti).