Impiegata cacciata dopo 1.080 giorni di assenza in 3 anni

Milano. A ottobre il Giornale ha raccontato la storia di un’impiegata della Procura di Milano che è stata licenziata dopo aver accumulato in tre anni, per malattie vere o presunte, 1.080 giorni di assenza. La signora N. arriva a palazzo di Giustizia nel 2004 e pochi mesi dopo si rompe una gamba lungo il tragitto che da casa la porta al lavoro. Tutto certificato dall’Inail. La convalescenza è un po’ lunga: la donna si ripresenta al lavoro sette mesi dopo, a febbraio 2005. Dopo un mese, si dice di nuovo ammalata e da qui in poi dolori diffusi, mal di schiena e mal di testa, fino a un’imprevista gravidanza (la donna è ultracinquantenne). I mesi passano e della signora N. non c’è traccia. A palazzo di Giustizia calcolano circa 1.080 giorni d’assenza e così parte la lettera di licenziamento.