Impiegati e pensionati 8 contribuenti su 10

Lo studio evidenza anche le differenze di guadagno medio nelle varie regioni: al top la Lombardia, fanalino di coda la Calabria

da Milano

Lavoratori dipendenti e pensionati sono lo «zoccolo duro» dei contribuenti in Italia. Insieme costituiscono, infatti, l’80 per cento dei redditi dichiarati nel nostro Paese nel 2006.
Il dato emerge da un’analisi dell’Ancot, l’associazione nazionale dei consulenti tributari, elaborata sul’Irpef dichiarata del 2006 (fonte ministero dell’Economia). Ed è un dato che fornisce uno spaccato significativo della società italiana: solo i lavoratori dipendenti, senza i pensionati, rappresentano infatti il 48 per cento dei contribuenti, con un’incidenza sul totale dei redditi dichiarati pari al 52 per cento. E non solo. A venir fuori, dall’analisi disaggregata delle cifre, è anche un altro elemento di valutazione: fare il lavoratore dipendente non rende allo stesso modo in tutta Italia. In Lombardia, infatti, il reddito medio è pari a 21.540 euro l’anno, contro i 13.980 euro del lavoratore dipendente medio della Calabria. Una differenza che prende le mosse dal diverso stato di salute dell’economia nelle due regioni e che si ripercuote anche su eventuali aumenti e bonus destinati al lavoratore: se nel 2005 (è a quest’anno che si riferisce il reddito Irpef dichiarato 2006, ndr) il lavoratore dipendente della Lombardia ha avuto un incremento medio pari a 660 euro, quello della Calabria si è invece fermato a 280 euro. L’aumento, comunque, sia pure differenziato geograficamente, c’è stato. Ed è anche cresciuto - di oltre 151mila unità - il numero delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti: si è passati infatti dai 19,5 milioni del 2004 per un totale di oltre 351 miliardi di euro di dichiarato ai 19,65 milioni di dichiarazioni del 2005, per un ammontare di 364 miliardi, 271 milioni e 777mila euro di redditi. Globalmente, inoltre, i redditi sono cresciuti di oltre 12 miliardi e 800 milioni di euro.
«Insieme ai pensionati - ha messo in evidenza il presidente nazionale dell’Ancot Arvedo Marinelli - una categoria come quella dei lavoratori dipendenti costituisce l’80 per cento dei redditi dichiarati cui contribuiscono oltre 35 milioni di contribuenti». «In Italia - ha sottolineato il presidente della Fondazione Ancot Dino Agostini - poco più del 48 per cento dei contribuenti presenta redditi da lavoro dipendente con un’incidenza di circa il 52 per cento sull’ammontare dei redditi dichiarati. Dall’analisi dei dati forniti dal ministero delle Finanze possiamo inoltre rilevare come i redditi lordi dei pensionati siano aumentati mediamente del 2 per cento, mentre quelli dei lavoratori dipendenti di circa il 3 per cento rispetto all’anno precedente».
L’ammontare medio dell’incremento, per il lavoratore dipendente, è stato di 510 euro a testa: il reddito medio 2004 era infatti pari a 18.020 euro, mentre nel 2005 è salito a 18.530 euro. Questo il dettaglio, regione per regione: al primo posto la Lombardia (reddito medio 21.540 euro), seguita da Lazio (21.040). Seguono, in ordine sparso: Friuli-Venezia Giulia (18.830), Liguria (19.250), Veneto (18.600), Emilia Romagna (19.420) Toscana (18.420), Molise (16.650), Piemonte (19.900), Abruzzo (16.540), Sardegna (15.990), Umbria (17.360), Marche (16.570), Trentino-Alto Adige (17.450), Puglia (14.610), Basilicata (14.780), Valle d’Aosta (18.220), Campania (16.280), Sicilia (15.500) e, infine, Calabria con 13.980 euro di reddito medio.