«Ma è importante educarli allo sport»

A pochi giorni dall’inizio della scuola, la domanda più ricorrente fra i genitori è se le mense siano all’altezza del loro compito. «Quelle pubbliche - assicura la dottoressa - offrono standard elevati perché i menù sono studiati dai dietisti. La cosa migliore sarebbe accertarsi della presenza di medici specialisti che stabiliscano diete equilibrate. Le migliori sono quelle che garantiscono un giusto apporto di micronutrimenti, come vitamine e sali. Oltre che di carboidrati, proteine e grassi. È per questo che approvo l’iniziativa di promuovere il consumo di frutta e verdura anche a scuola». Da un’indagine Doxa è emerso che il 30 per cento dei bambini fra i 6 e gli 11 anni non consuma frutta, il 20 per cento non beve latte e il 50 per cento non mangia verdura.
L’autunno, stagione intermedia, è il periodo migliore per educare i bambini alla varietà dei cibi. «I più giovani dovrebbero imparare a scoprire i sapori originali degli alimenti - dice la Lertola -. Largo dunque a prodotti freschi freschi, o surgelati purché conditi con olio crudo e spezie». Ma non demonizziamo le famigerate merendine. «Contengono grassi meno nobili di quelli che useremmo in casa - spiega -, ma almeno sono piccole e porzionate. Con la classica torta della nonna si rischia di esagerare». E poi, immancabile, l’attività fisica. «Dobbiamo abituare i nostri figli a stili di vita corretti - dice -. Ma lo sport dovrebbe sempre essere un divertimento. Mai costringere un bambino a fare qualcosa che non gli piace».
\