Importare la teocrazia

Altro che esportare la democrazia. Nell’ordine, dovremmo: 1) Introdurre una nuova legge che tuteli specificamente il culto di Maometto e punisca chi lo offende, norma che superi in corsia preferenziale le già vigenti leggi che in Italia tutelano i culti per esempio cristiano; 2) Scusarci pubblicamente, tutto il popolo italiano, con tutti gli islamici; 3) Dare agli islamici una pagina di giornale al giorno su tutti i quotidiani (per un mese) affinché possano spiegare il pensiero di Maometto. «Se gli italiani non accetteranno i punti che sono stati enunciati, c’è molta rabbia che sta per essere sfogata».
A parlare così è l’egiziano Safwat el Sisi, responsabile del centro islamico di Como. Il bello è che non possiamo neppure supporre che abbia fatto satira, data la situazione. L’imam, semplicemente, sta esercitando l'arte islamica della contrattazione nella maniera più classica: quanto più l’altro arretra, più lui va al rialzo.
L’altro siamo noi, e stiamo arretrando sostanzialmente perché non sappiamo che altro fare. Circa le succitate proposte, potremmo rilanciare chiedendo che ogni cittadino che varchi la frontiera italiana sia tenuto a leggersi il nostro Corano: un libretto di 139 articoli, tutto sommato breve, per il quale molti di noi evidentemente oggi non darebbero la vita, ma per il quale molti di noi, in passato, la diedero.