Importavano clandestini Condannati a Chiavari

Piero Pizzillo

Tre anni e mezzo di reclusione e una multa di 50 mila euro è la pena inflitta dal giudice monocratico Emilio Gatti al marocchino Aziz Manar, 47 anni, attualmente rinchiuso nel carcere di Chiavari, accusato di immigrazione clandestina, per aver favorito l’introduzione in Italia di cinque connazionali, dietro il pagamento di 5000 euro cadauno. Manar, difeso dagli avvocati Paolo Costa e Giuseppe De Luca (quest’ultimo del foro di Cosenza), ha sempre negato la sua partecipazione ai fatti che gli vengono contestati, respingendo la chiamata in causa del complice, che ieri in aula, con durezza, ha ribadito la sua versione dei fatti. La collaborazione con gli inquirenti e probabilmente le minori responsabilità hanno costituito un punto a favore di Pasquale Marigliano, 49 anni (difeso dall’avvocato Vera Torrero), condannato a un anno e nove mesi di reclusione, con la condizionale (il pubblico ministero d’udienza aveva chiesto 6 anni per il primo e 4 anni per il secondo). Prima della sentenza ottimismo era stato espresso da De Luca, che aveva sostenuto la mancanza della benchè minima prova a carico di Aziz, nonchè l’extraterritorialità, essendo stata scoperta la presenza dei clandestini, quando la nave si trovava in acque internazionali. Non è stato di questo parere il giudice Gatti, che evidentemente ha seguito l’impianto accusatorio, formulato dal pm Ada Lucca nella richiesta di giudizio immediato.
I cinque marocchini, di cui una donna, giungevano nel porto di Genova il 12 febbraio scorso, dopo aver viaggiato, nascosti tra vasi, entro un furgone del Maragliano caricato sulla motonave Ouzoud. Il giorno prima quest’ultimo era stato sorpreso mentre andava nel garage per portare acqua e cibo e far prendere aria ai marocchini.